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Gabrio Malvolti è guarito: «Salvato dal... pianoforte ora mi sento un marziano»
Il musicista settantenne di Ponte a Cappiano: «Mia moglie sta meglio, presto potremo dire di aver asciugato un bel bucato»
FUCECCHIO. «Per dirla alla toscana, abbiamo asciugato un bel bucato». Gabrio Malvolti, musicista 70enne di Ponte a Cappiano, è il primo fucecchiese clinicamente guarito dal Covid-19. Domenica, a seguito del secondo tampone negativo in 48 ore, l’Asl gli ha comunicato la lieta notizia. Questo mentre la moglie Luana sta completando il percorso di guarigione e da ieri si trova in un albergo sanitario di Montecatini. Gabrio e la moglie sono il paziente 1 e il 2 di Fucecchio, anche se non sanno chi dei due l’ha trasmesso all’altro, né come il virus sia arrivato nella loro casa. Fatto sta che dopo i primi sintomi di Gabrio anche Luana ha iniziato a star peggio, svenendo e successivamente accusando un malore. Ma adesso che il peggio è passato Malvolti racconta le due settimane più strane della sua vita, con lui in quarantena a casa e la moglie al San Giuseppe di Empoli, senza potersi incontrare. Malvolti, da parte sua, ci tiene a dare un messaggio di speranza a chi sta ancora lottando.
Malvolti, come ha capito di avere il coronavirus?
«A inizio marzo ho iniziato ad avvertire un bruciore al volto, come se avessi la febbre. Dopo poche ore mi sono misurato la temperatura ed era a 37. 7; ho pensato ad una semplice influenza, non gli ho dato molto peso. Poi il giorno successivo mia moglie – che aveva sintomi simili ai miei – mi chiama allarmata dal piano di sotto, io arrivo e la trovo svenuta a terra. Chiamo subito il 118: lei viene portata in ospedale e io rimango a casa, in attesa del tampone. Sia io che lei risultiamo positivi, mia moglie torna a casa ma dopo una settimana di febbre si sente male nuovamente, non riusciva a respirare: a quel punto chiamo ancora il 118 che la porta in ospedale. Da oggi (ieri per chi legge) è nell’albergo sanitario per completare il percorso».
Quanto era preoccupato?
«Molto, più per mia moglie che per me. Io vedevo che il mio corpo reagiva bene, mentre lei ha avuto due malori. Finché non ha mostrato quei sintomi io ho mantenuto un certo sangue freddo, anche se stare a casa ed essere “bombardati” di notizie tragiche sul virus che anche tu hai non è il massimo».
Ma riusciva in qualche modo a distrarsi?
«Sì, io sono un musicista e per questo ho ascoltato tanta musica e suonato il pianoforte. La notte non era facile dormire, i pensieri finivano sempre lì. Mi domandavo se avessi qualcuno a proteggermi perché la tv parlava sempre della conta delle vittime. C’è, però, una cosa a cui non smetto di pensare».
A cosa si riferisce?
«A me piace camminare, sono solito fare anche lunghe passeggiate qui a Ponte a Cappiano. Se quel giorno che mia moglie è collassata perché non respirava io fossi stato fuori a camminare perché negativo al tampone, probabilmente sarei tornato a casa e l’avrei trovata morta. La vita è veramente strana».
Ma da guariti come ci si sente?
«Mi sento come un marziano. Ora è il momento di dare un po’ di speranza a chi sta lottando negli ospedali, perché grazie ai medici da questo virus si può guarire. È una guerra contro un nemico invisibile, che però non sempre si perde. Appena mia moglie tornerà a casa potremo dire di aver asciugato un bel bucato». —
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