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Il vescovo di Volterra attacca profitto e Comunità europea
Nel messaggio quaresimale monsignor Silvani si dice perplesso per le continue notizie su quotazioni di Borsa e crescita del Pil
VOLTERRA
«Quando le notizie che leggiamo o ascoltiamo riguardano esclusivamente quotazioni in borsa o crescita del Pil o rendimento di azioni, quando vediamo che la Comunità europea è diventata solo una società economica che nega ogni altro valore, viene da dire: ma l’uomo è solo quello?». È uno dei passaggi più forti del messaggio quaresimale del vescovo di Volterra, Alberto Silvani, pubblicato sul sito della diocesi.
«La situazione di pericolo può essere l’inizio di un cammino di fede, ma forse si può andare anche un po’ oltre – aggiunge monsignor Silvani –. Una lezione che si potrebbe imparare è la riscoperta della dimensione divina come parte integrante della natura umana e non qualcosa ad essa estranea. L’apertura al soprannaturale comporta valorizzare la religiosità, la generosità, la solidarietà che sta nel cuore umano. Non siamo fatti solo di materia e di profitto economico, ci sono altre cose che non sono meno importanti».
Il vescovo traccia un bilancio a un mese dal primo contagio da coronavirus in Italia: «Sono passati solo 30 giorni, ma sembra che sia passato un tempo infinito, perché stando chiusi in casa il tempo non passa mai. Inoltre cominciano a saltare tutte le previsioni, perché i provvedimenti presi per dieci, venti, trenta giorni si prorogano non si sa fino a quando, e mentre ci dicevano che il contagio sarebbe stato grave per gli anziani e per chi ha altre complicazioni sanitarie, vediamo invece che non fa distinzione di persone. Anche giovani e bambini sono contagiati. Quello che è più fastidioso è che si combatte contro un nemico che non si vede né si sente, è reale ma impercettibile».
E poi il problema per i credenti di non poter più andare a messa, vista la chiusura delle chiese: «Per un credente comincia veramente a pesare l’impossibilità di radunarsi per incontrare gli altri fedeli e celebrare con loro. Anche chi prima sentiva come un peso trovarsi con le altre persone e andare in chiesa, ora invece ne sente la mancanza. Il disagio diventa più grande perché siamo in tempo di quaresima e si prospetta una settimana santa davanti alla televisione. Era assurdo pensarlo fino a poco tempo fa». —
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