L’industria 4.0 entra nei negozi volterrani
Primo bilancio della Camera di Commercio sull’avvio dello sportello informazioni aperto alla Fondazione CrV
VOLTERRA. Informazioni sulle opportunità dell’industria 4.0 da parte dei commercianti, ma anche sull’ampliamento di ristoranti per iniziare un’attività legata al bed and breakfast.
Sono questi i temi su cui imprenditori hanno richiesto informazioni allo sportello della Camera di Commercio di Pisa aperto nella sede della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra e che è attivo di martedì, ogni quindici giorni, in base a un accordo firmato tra l’ente pisano e la Scuola internazionale di alta formazione (Siaf) della Fondazione CrV. Oggi ci sarà il secondo appuntamento con cinque richieste d’incontro già programmate, dopo le sette della prima giornata.
«In tutte le circostanze – dice Paolo Pieraccioni, il responsabile della Fondazione Isi della Camera di Commercio che sta portando avanti lo sportello informativo a Volterra – le richieste degli imprenditori riguardano eventuali contributi per mettere in piedi ampliamenti o trasformazioni aziendali».
Pieraccioni aggiunge che ha incontrato alcuni commercianti che hanno intenzione di migliorare il proprio sito Internet, ma anche di utilizzare strumentazioni legate all’industria 4.0 per gestire il magazzino ed altri ambiti della loro attività. «Ma a Volterra sembra esserci molto fermento attorno al tema delle strutture ricettive come B&B o affittacamere – sottolinea il responsabile della Fondazione Isi – ed è per questo che faremo un corso di formazione su questo argomento a cominciare dalla fine di marzo».
«Attraverso la nostra fondazione Isi – spiegano dalla Camera di Commercio – abbiamo messo in piedi uno dei Punti impresa digitale, Pid, con l’obiettivo di aumentare la sensibilità delle imprese verso i temi dell’innovazione digitale».
Così l’ente pisano mette a disposizione voucher digitali (in tutto un milione di euro tra il 2018 ed il 2019 con oltre 150 imprese finanziate, 400mila euro stanziati per il 2020). «Con questo vogliamo favorire l’impiego di servizi di consulenza e formazione finalizzati all’introduzione di nuove tecnologie digitali, avvalendosi di fornitori presenti in appositi elenchi come Digital inovation hub, Centri di ricerca e trasferimento tecnologico, Competence center e l’acquisto di beni e servizi strumentali, nel limite massimo del 30% delle spese ammissibili, funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti», sottolineano dalla Camera di Commercio. —
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