Il Tirreno

Pontedera

tafferugli prima di ponsacco-sangiovannese 

L’assalto dei tifosi aretini: bar e auto danneggiati a Ponsacco

Pietro Barghigiani
Le pattuglie dei carabinieri alla rotonda della “banana” dopo aver bloccato i tifosi ospiti in fuga
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Le pattuglie dei carabinieri alla rotonda della “banana” dopo aver bloccato i tifosi ospiti in fuga

Una ventina gli identificati, un furgone bloccato dai carabinieri: denunce in arrivo. Gli ospiti hanno sorpreso i supporter locali, poi il lancio di bottiglie sulle vetture

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PONSACCO. Ci sono voluti i carabinieri e almeno quattro pattuglie per bloccare un furgone in fuga dopo aver seminato danni tra via Battisti e il parcheggio del Comune.

Uno schieramento di forza dell’ordine che di solito viene riservato alla caccia di banditi. Domenica pomeriggio non erano ladri quelli inseguiti dalle guardie. Erano tifosi della Sangiovannese in trasferta a Ponsacco (serie D), campo espugnato poco dopo dagli aretini. Un epilogo sportivo da ko per anticipato da un prologo che in pochi minuti si è trasferito tra commenti e richieste di informazioni sui social.

L’accusa contro gli ospiti è di aver pianificato un assalto ai tifosi ponsacchini riuniti in un bar del centro.

Non solo. I tafferugli sarebbero proseguiti con il lancio di bottiglie contro almeno quattro auto in sosta nei paraggi del pubblico esercizio. Quindi la fuga di una parte dei supporters proveniente da San Giovanni Valdarno. Un corsa che ha trasformato le vie di Ponsacco, fino alla rotonda della “banana”, in uno scenario da film con le pattuglie del nucleo radiomobile dei carabinieri a tutta sirena lanciate sull’obiettivo. La rotatoria è stata il traguardo dei fuggitivi.

Fino a sera erano in corso le identificazioni dei protagonisti degli scontri, la maggior parte dei quali targati Sangiovannese. Almeno una ventina le persone le cui generalità sono state acquisite dai militari del radiomobile e della Stazione. Oggi il quadro sarà più chiaro e potranno essere definite le denunce per il reato di danneggiamento. A ieri sera agli investigatori non risultavano feriti.

Non avevano bandiere o striscioni. Una mossa, secondo i tifosi locali, studiata per non essere riconoscibili quando poco dopo l’ora di pranzo si sono presentati al Bar Centrale. E qui cogliere di sorpresa i ponsacchini.

«I nostri ragazzi vengono da noi a prendere il caffè come abitudine ogni volta che il Ponsacco gioca in casa – spiega Flavio Marconcini, marito della titolare –. Da quello che ho visto è stato una specie di assalto, li hanno presi alla sprovvista. Sono entrati, almeno una quindicina, e hanno fatto qualche danno, ma sono riuscito a mandarli fuori e anche al quel paese. Ho chiuso il bar. Purtroppo hanno proseguito in strada».

I bersagli della gazzarra, nella quale si sono trovati a reagire i tifosi del Ponsacco, sono state quattro auto parcheggiate vicino al bar.

Le hanno prese a bottigliate continuando a duellare contro i tifosi di casa fino al parcheggio del municipio.

Poi il gruppo si è diviso e l’arrivo dei carabinieri è servito a bloccare dopo un inseguimento una parte della tifoseria aretina portata in caserma.

Le origini di un livore tradotto nella sequenza del pre-partita viene fatto risalire soprattutto ai buoni rapporti dei tifosi del Ponsacco con quelli del Grosseto, storicamente odiati dai sostenitori della Sangiovannese. È la logica ultras dell’amico del mio nemico che diventa mio nemico. —


 

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