Addio a Nadia Daddi simbolo antifascista
Militante del Partito comunista e in prima linea con l’Anpi Il sindaco: «Vitalità contagiosa, mi dava sempre coraggio»
FUCECCHIO. Nadia Daddi era una di quelle donne che, nonostante la carta d'identità si ingiallisse sempre più, continuava a sorridere alla vita e a sprizzare vitalità da tutti i pori. Nadia, 98 anni, militante politica durante la guerra e anche dopo, è venuta a mancare venerdì.
Aveva anche un rapporto speciale col sindaco Alessio Spinelli: nel maggio scorso, mentre Spinelli stava rilasciando un’intervista a Il Tirreno, Nadia “fece irruzione” nell’ufficio del sindaco per abbracciarlo e congratularsi con lui per la non scontata riconferma da primo cittadino. Una scena estremamente simpatica, di quelle che si vedono di rado nel poco disteso clima politico. Ma Nadia era questo e molto altro, in gioventù infatti era stata soprattutto una militante politica: alla fine della guerra fece parte del direttivo del Partito Comunista Italiano di Fucecchio, della segreteria locale della sezione femminile del partito e dell'Unione Donne Italiane.
In seguito ha fatto parte anche dell'Anpi, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. Ma Nadia Daddi è ricordata anche per un episodio che a Fucecchio ebbe una notevole rilevanza alla fine della seconda guerra mondiale: all'arrivo in paese di Mario Corona, fuggito dal carcere di Massa dove era stato rinchiuso per la sua militanza antifascista durante il regime, Nadia riuscì a mettere in contatto colui che poi sarebbe diventato sindaco di Fucecchio con due antifascisti del luogo che Corona aveva conosciuto in carcere: Alfonso Botrini e Astutillo Banti. Un incontro avvenuto grazie al coraggio di quella giovane ragazza. Nadia, oltretutto, insieme al fratello fu fra le 2493 persone a contribuire all’acquisto dell’edificio che sarebbe diventato la casa del popolo. Grazie a circa quattro milioni e mezzo dell’epoca, venne comprato l’immobile attuale in via Roma, che porta il nome di Gaetano Pacchi, avvocato e antifascista il cui studio fu dato alle fiamme dalle camicie nere.
Il sindaco Alessio Spinelli, appresa la notizia della sua scomparsa, ha espresso il proprio cordoglio ai familiari. «La vitalità di Nadia era contagiosa. Quando veniva in Comune a trovarmi mi spronava sempre a proseguire il mio impegno con coraggio. Sono orgoglioso di averla avuta al mio fianco in occasione di tante commemorazioni e celebrazioni».
Con Nadia Daddi se ne va una memoria storica di Fucecchio, una donna che ha vissuto gli anni terribili del Fascismo, quelli bui della guerra ma anche quelli della rinascita. —
M.S.
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