La poesia di Daniela dedicata ai carnevalai che non ci sono più
santa croce. Una poesia dedicata a tutti i carnevalai santacrocesi che non ci sono più. L’ha scritta Daniela Donati, che ieri mattina l’ha donata alla sindaca Giulia Deidda. «Il Carnevale è finito - scrive la prima cittadina - ma la luce delle paillettes continua a brillare anche da lontano. Daniela è venuta a trovarmi per portarmi un regalo che mi ha davvero emozionata: la sua poesia, "Carnevale in Paradiso". Ci tengo a ringraziarla di cuore, sia personalmente che come sindaco». Ecco il testo.
Per chi non mi conosce, mi presento: Leopoldo Bertini detto Poldo; della vostra tradizione forse il più grande./ Senza togliere nulla a quell’altri / ma quando sfilavo io lasciavo tutti in mutande! Lassù di Santacrocesi ormai siamo in parecchi / e siccome l’istinto un c’è passato, / pe’ ruzza’ / s’è rifatto ir Comitato. C’è Fastella, lo Schezzini, Romanone, Deanna, il Castellacci, Luzio, i Brillanti… / Ora è arrivata anche la Puccini, Sandra! / Ma lei al comitato un ci vole sta’: / c’ha da guarda’ che succede alla stanza.
Ora… siccome Raissa era preoccupata / M’ha detto: “Poldino… giuh…va’ te a dà un’occhiata…” / E io: “Oh un ci s’è lasciato Mirianona…?!” / E il Bruni: “Sieh, ma un l’han nemmen considerata.” / E tutti gli altri: “Ooooh, ma un faran miha fini’ tutto ?!” / “Poldo, bisogna anda’!” Mi fa il Dell’Unto.
E così son qua… Ma è stata tutta una scusa, vi s’ammette; / in verità son venuto a prende du’ paillettes. / A voi lo posso dire senza èsse deriso: / per un Santacrocese, senza paillettes un è Paradiso. / E a vedevvi mi scende un luccicone… / Bravi! State facendo un lavorone.
Oh, ma anche noi lassù, eh...!! / S’è fatto il carro, la pastasciutta, le nottate ... / E pe’ fa’ sembra’ tutto più vero, / pe’ ride, anche un paio di letiàte. / C’è voluto, a mette insieme tanti cervelli; / Ah, ma vedeste come siamo belli!
La passione che v’arde noi vi s’è vista: / l’ultima domenica “su’ fossi” / quando, o dal ride o dal piange, / venite via tutti coi piedi spappolati e l’occhi rossi. Caro Santacrocese brilla più che puoi, / che quando sfili te sfileremo anche noi / e in questa ipotetica gara fra quassù e costaggiù... e vi si farà vince! Ci potete contare: parola di Skinge. —
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