Il presidio
Imputato ammette in un’intervista «Fatto il mediatore»
santa croce sull’arno. Francesco Scardi non si farà interrogare. Renderà solo dichiarazioni spontanee.
Lo ha annunciato ieri mattina il suo legale Giovanni Battista Pavone in apertura dell’udienza del processo per il rapimento di due purosangue del trotto, Unicka e Vampire Dany, spariti tra il 6 e il 7 marzo 2017 dalla scuderia Wave di Staffoli della famiglia Lami.
Oltre a Scardi, 70 anni, di Canosa di Puglia, è a processo anche Pasquale Esposito, 61 anni, di Napoli, noto driver e ora allenatore con base all’ippodromo di Agnano. Sono accusati di ricettazione in concorso e sempre in concorso di tentata estorsione. Per l’accusa, pm Fabio Pelosi, avrebbero chiesto soldi a Lami con la promessa di riconsegnargli i cavalli nel giro di qualche ora dal pagamento del riscatto. La prima sparata fu di un milione di euro. Poi scesero a 500mila euro. E poi ancora a 250mila euro. Non si è mai saputo dove siano finiti i cavalli e se sono ancora vivi. L’ipotesi è quella della Puglia, nella zona di Foggia. Ma sono solo supposizioni. Assenti gli imputati, in aula, davanti al giudice Grazia Maria Grieco, ieri è stato sentito un teste. Presente Gianluca Lami, parte civile con il suo legale, Nicola Zanin che ha chiesto, e il pm si è detto d’accordo (no della difesa di Scardi) di un’intervista rilasciata da Esposito a un sito web di Napoli in cui ammette di aver fatto da mediatore tra rapitori e proprietari.
«Sono venuti loro (rapitori, ndr) un giorno all’ippodromo di Foggia ed è stata l’unica volta che ho visto quello che era un po’ il capo dell’organizzazione; mi ha detto di mettermi in contatto con Lami e di dirgli di portare una certa cifra – aveva detto Esposito –. A me sembrava una richiesta impossibile, enorme, mi vergognavo quasi a dirglielo. Oltretutto io ho suggerito almeno di fotografare i cavalli, almeno di fargli vedere che Unicka e Vampire fossero vivi». Prossima udienza il 7 luglio. —
P.B.
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