Il presidio
Donare la testa del femore per aiutare malati oncologici
Il progetto all’ospedale San Pietro Igeno di Fucecchio viene realizzato nel reparto di artoprotesica dalle equipe dei dottori Virgili e Carnesecchi
FUCECCHIO. La donazione è quell’atto di estremo altruismo che permette di trasmettere “vita” da una persona ad un’altra. La donazione di sangue ed emocomponenti, così come quella di organi e tessuti, sono le più conosciute nella cultura di massa. Ma alzi la mano chi sa che è possibile donare una testa del femore da donatore vivente; eppure succede e non chissà dove, ma al San Pietro Igneo di Fucecchio.
Nel reparto di artoprotesica (ex Cesat) viene infatti realizzato quel procedimento medico tramite la quale la testa del femore delle persone destinate all’inserimento di una protesi all’anca donano ad altre persone questo “pezzo” di osso, che prima passa dalla “Banca dell’Osso” di Careggi.
Succede questo: quando un paziente che soffre di problema all’anca per coxoartrosi e, per problemi di origine traumatica, finisce in sala operatoria, può decidere (prima di essere operato) di donare la testa del femore dell’arto interessato, che nell’intervento di protesi all’anca deve essere rimossa per far posto proprio al dispositivo artificiale che permette al paziente di tornare a camminare in maniera dignitosa (se non ottima). Sono le stesse equipe del dottor Roberto Virgili e del dottor Franco Carnesecchi (quelle che materialmente operano adesso) a fare questo ulteriore passaggio.
Il progetto infatti prevede, in occasione di un intervento di protesi d’anca per coxartrosi (infiammazione cronica), che la testa del femore asportata venga, una volta tolta la parte cartilaginea alterata dall’artrosi, donata e utilizzata a beneficio di altri pazienti che devono sottoporsi a particolari interventi di chirurgia ortopedica ricostruttiva. Pazienti che - generalmente - hanno bisogno di ricorrere alla chirurgia oncologica a causa di tumori ossei (come i sarcomi) o che comunque hanno bisogno di “rinforzare” la propria struttura ossea a causa di patologie di varia tipologia (benigne o maligne).
Nel 2019 sono stati 48 i donatori viventi di tessuto osseo muscolare, all’interno di un volume di circa 750 operazioni all’anno. «L’ospedale di Fucecchio – sottolinea Renato Colombai, direttore medico del San Pietro Igneo e dell’Ospedale degli Infermi di San Miniato – ha una particolare vocazione proprio per la tipologia di intervento che viene realizzata nei suoi locali. Tutto ciò è possibile grazie al grande impegno del personale medico ed infermieristico, senza dimenticare il coordinamento aziendale donazioni. Oltre, ovviamente, all’altruismo di chi decide di donare la propria testa del femore a favore di chi ha bisogno. È un gesto di grande generosità».
Sono poi i professionisti della Banca dell’Osso dell’Azienda ospedaliera universitaria di Careggi a “processare” queste teste del femore e a farle diventare “materiale” utile a pazienti con particolari e importanti patologie a carica delle proprie ossa. —
Marco Sabia
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