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Ruolo vacante e ritardi nei test: “congelato” il teatro da un milione
Non è ancora stato nominato il garante al posto di Corleone mentre i saggi nell’area dovevano partire un mese fa
VOLTERRA. La ditta dei lavori c’è. Il Provveditorato alle opere pubbliche di Toscana Umbria e Marche l’ha individuata con un avviso. E i saggi nella zona d’ora d’aria possono cominciare. Anzi. Sarebbero dovuti cominciare già un mese fa. «Ma il maltempo di quei giorni li ha temporaneamente bloccati. Me lo ha detto il provveditore alle opere pubbliche Marco Guardabassi», racconta l’ex garante regionale dei detenuti Franco Corleone (un suo sostituto ancora non c’è). È il teatro stabile dentro il carcere di Volterra che prova a muovere i primi passi.
È il sogno del direttore della Compagnia della Fortezza Armando Punzo che prova a diventare realtà. Ora tocca alla ditta individuata dal Provveditorato alle opere pubbliche sondare il terreno. Deve “bucare” la superficie della zona d’ora d’aria di un paio di metri. La Soprintendenza di Pisa e Livorno vuol capire se quello è il “posto buono” per tirare su il teatro.
Ma non ci devono essere sorprese. Putacaso salta fuori un reperto archeologico da sotto e siamo punto e accapo. Certo. Ora sono tutti d’accordo.
Dopo il sopralluogo del 2 agosto 2019 hanno detto sì al teatro stabile in carcere il Comune di Volterra, la Regione, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, il Provveditorato alle opere pubbliche e la Soprintendenza di Pisa e Livorno. Ed è al sicuro il milione di euro stanziato dal Ministero della Giustizia per i lavori. L’ex provveditore dell’amministrazione penitenziaria Antonio Fullone l’ha spostato su quest’anno. «E quello nuovo, Gianfranco De Gesu, l’ha confermato», assicura Corleone.
Vero anche però che il nuovo garante regionale dei detenuti ancora non c’è. Corleone ha finito il suo mandato il 24 gennaio dopo un regime di prorogatio, ma il consiglio regionale non è ancora riuscito a eleggere un suo sostituto. E non è un buon viatico per la realizzazione del teatro. Nei mesi scorsi, infatti, è stato Franco Corleone il “vero motore” dell’operazione. È stato il garante regionale dei detenuti ad aver rimesso in moto la macchina del progetto.
Ma il suo sostituto che farà se non viene manco nominato? Monica Barni è fiduciosa: «Non bisogna preoccuparsi che Corleone non c’è più, ora tutto si è sbloccato, bisogna solo aspettare i tempi tecnici». Sarà pure come dice la vicepresidente della Regione. Intanto però è lo stesso Corleone, che di esperienza a riguardo ne ha accumulata tanta visto che è stato pure sottosegretario al Ministero di Giustizia dal 1996 al 2001, a essere preoccupato: «Se continua lo stallo solleciterò il consiglio regionale a trovare il mio sostituto». Intanto a Firenze tira aria di smobilitazione nei palazzi del potere. Le elezioni regionali sono dietro l’angolo... —
Samuele Bartolini
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