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«Hanno drogato mia figlia sullo yacht per poi farci sesso»
CASTELFRANCO DI SOTTO. L’angoscia di una mamma che scopre che la figlia minorenne si prostituisce. Ieri è stato il giorno della prosecuzione della testimonianza della mamma della baby squillo, all’epoca dei fatti 17enne, al centro delle indagini dei carabinieri, l’inchiesta venne poi chiamata “Principessa”, che hanno portato a giudizio due fratelli, Paolo e Stefano Martini, di 49 e 56 anni, di Castelfranco di Sotto, un tempo gestori del night Marilyn. Entrambi sono accusati di sfruttamento della prostituzione minorile. Altri imputati sono usciti dal procedimento scegliendo riti abbreviati. I due fratelli invece hanno scelto la strada del dibattimento: che si svolge davanti al primo collegio (presidente Mirani, a latere Frizilio e Grieco) con pm Giovanni Solinas della Dda di Firenze. La donna, già nella scorsa udienza, aveva raccontato di aver sospettato della ragazzina quando un giorno al supermercato aveva tirato fuori 80 euro. «Dove li hai presi» le aveva chiesto. «Me li hanno prestati» era stata la risposta. Poi il pedinamento con l’avvistamento del furgone. «All’epoca mia figlia aveva 17 anni e stava con un albanese che non mi piaceva – è stato il racconto della donna –. Dopo averla vista salire su quel furgone la sera sono andata dai carabinieri il giorno dopo». Era il 15 ottobre 2016. È l’inizio dell’operazione “Principessa”. Nervosamente ma anche con fermezza, la donna, che non ha ancora 40 anni, anche ieri ha risposto ad una raffica di domande della difesa. Sono così emersi nuovi particolari sulla vicenda. La madre ha raccontato di avere saputo che la figlia era stata portata su uno yacht di lusso con tre uomini. «L’avevano drogata e avevano fatto sesso con lei», ha ripetuto. Nell’udienza precedente la donna aveva raccontato di avere saputo da un’amica della figlia, che «veniva fatta prostituire dal fidanzato albanese in un night. Disse che i Martini drogavano mia figlia per farla prostituire». C’era anche un sito dove i clienti potevano vederla e “sceglierla”. L’udienza è stata poi aggiornata al 16 settembre. –
S.C.
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