Il Tirreno

Pontedera

Strada di Patto, un’odissea lunga un decennio

Tommaso Silvi
Strada di Patto, un’odissea lunga un decennio

Il collegamento tra i due svincoli della Fi-Pi-Li tra tagli del nastro, buche, proteste e battaglie giudiziarie fino all’inchiesta che scuote Palazzo Stefanelli 

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la storia (infinita)

Un’opera di quasi quattro chilometri, suddivisa in tre lotti. Circa 10 milioni di euro di soldi pubblici. Dieci anni di lavori, numerose ditte fallite, cantieri sospesi e poi riavviati. Tanti nastri tagliati, due sindaci, poi le buche, le polemiche, la richiesta di risarcimento avanzata dal Comune nei confronti delle imprese costruttrici, e quindi l’indagine della Finanza che si concentra su tre dipendenti di Palazzo Stefanelli. La Strada di Patto non è soltanto la più grande innovazione della viabilità della città dell’ultimo decennio. È una storia infinita, contraddistinta da una raffica di “incidenti” di percorso. Basti pensare che il 30 novembre 2013, nel giorno dell’inaugurazione dell’ultimo tratto della circonvallazione, l’allora sindaco Millozzi, fu costretto a fare i conti con dei ladri di rame che con un blitz notturno rubarono i cavi dell’illuminazione lasciando al buio la rotatoria che immette nell’ultimo tratto.

Ma andiamo con ordine. Nel marzo 2004, l’allora assessore ai lavori pubblici del Comune di Pontedera, Massimiliano Sonetti, rivelava al Tirreno: «Abbiamo già appaltato i lavori per il primo lotto». Il progetto è faraonico: una circonvallazione intorno alla città che collega i due svincoli pontederesi della Fi-Pi-Li. L’opera inizialmente è prevista in completamento alla fine di ottobre 2010. Sul più bello, però, quando manca meno di un chilometro alla fine della Strada di Patto, la ditta incaricata di svolgere i lavori fallisce.

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L’amministrazione si rivolge allora alle altre due ditte che, nella gara per l’appalto, sono arrivate al secondo e terzo posto. Ma loro rifiutano. Il cantiere – dicono – non è più economicamente allettante. Nell’ottobre 2011 ripartono i lavori. Due anni più tardi la Strada di Patto è pronta. Ma la gioia dura poco. Perché fin da subito la maxi lingua d’asfalto mostra gravi criticità: il manto stradale si sgretola. Nel marzo 2016 un tratto della Strada di Patto, in via dell’Industria, viene chiuso proprio a causa delle pessime condizioni dell’asfalto. Nell’estate del 2017 il Comune – dopo l’esito della perizia richiesta al Tribunale di Pisa, relativamente al secondo e terzo lotto – annuncia che procederà autonomamente al rifacimento di un tratto della Strada di Patto, ma che chiederà danni per due milioni di euro alle ditte che hanno eseguito i lavori. La perizia, d’altronde, parla chiaro: «La natura dei vizi è riconducibile a quella dei difetti di costruzione». Il procedimento è tutt’ora aperto.
 

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