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Missione compiuta i 21 giovani lasciano un tesoretto di idee per il dossier decisivo

Nilo Di Modica
Missione compiuta i 21 giovani lasciano un tesoretto di idee per il dossier decisivo

Il sindaco Santi plaude il Living Lab: «Proposte preziose  per il futuro della città comunque vada questa sfida»

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VOLTERRA. «Grazie ai nuovi cittadini di Volterra». Si chiude con i migliori auspici del sindaco il lavoro dei 21 ragazzi del “living lab”, che dal 6 febbraio scorso hanno lavorato alla bozza di candidatura a capitale italiana della cultura 2021. I risultati ottenuti saranno materiale imprescindibile per la scrittura del dossier ufficiale di candidatura, che sarà consegnato al Mibact entro la fine del mese.

«Un’esperienza importante, sono entusiasta del lavoro che hanno fatto – dice il sindaco Giacomo Santi –. Grazie anche a questi ragazzi si è respirato un bellissimo clima in città». Divisi in cinque gruppi di lavoro, i giovani hanno lavorato sui punti chiave della candidatura, come la Volterra “storica”, “inclusiva”, “digitale e innovativa”, “che cura” e si dedica al suo “Volterritorio”. Un meticoloso lavoro di messa insieme delle tante idee pervenute in queste settimane al comitato promotore, a cui hanno partecipato associazioni, enti e semplici cittadini. Parte del living lab è stato dedicato alla scoperta della storia e del patrimonio, e delle unicità di Volterra, in una fitta serie di appuntamenti che hanno scandito i giorni di permanenza.

Un momento fondamentale del percorso della residenza dei giovani è stato il Town Meeting che si è tenuto giovedì sera, al Centro Studi Santa Maria Maddalena della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, coordinato da Maddalena Rossi del team di Avventura Urbana e dai facilitatori Giorgia Turchetto, Emilio Aquino, Alessandro Furiesi e Francesco Zollo, a cui ha partecipato tutta la cittadinanza e che si è concluso con una restituzione pubblica del risultato degli otto tavoli di lavoro.

In questa occasione, il direttore della candidatura Paolo Verri ha sottolineato «la straordinaria partecipazione di associazioni, enti e istituzioni che ci hanno inondato di visioni, proposte, idee concrete e sogni, espressione dell’enorme potenzialità di un territorio che ha voglia di mettersi in gioco e di costruire insieme un grande progetto partecipativo per il proprio futuro».

Un lavoro che, anche nel caso in cui l’obiettivo principale non andasse a segno (sono una quarantina le città candidate quest’anno) rappresenterebbe comunque un buon punti di partenza per una riflessione sulla città e sul suo futuro. «Sono due i piani sui quali ci muoviamo – spiega il primo cittadino –. C’è la candidatura e c’è anche il piano strategico per la città, per il quale le idee scaturite da questo processo partecipato rappresenteranno uno spunto. L’intento, anche nel caso in cui la candidatura non andasse a buon fine, è quello di dare gambe ad alcune delle idee proposte attraverso altri bandi e finanziamenti nei prossimi anni». —

Nilo Di Modica

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