Il presidio
«Da figlio di giardiniere voglio cominciare dai fiori in città»
«In campo per dire grazie alla realtà dove sono nato e per continuare a cambiarla» Con lui Lega, Fratelli d’Italia e FI. Avrà il sostegno anche di una lista civica
CASCINA. Il centrodestra unito punta tutto sull’assessore uscente Leonardo Cosentini, 44 anni(è nato il 31 maggio, data quest’anno potrebbe essere scelta per le votazioni), avvocato di professione, sposato con Yara e padre di due bambine di 8 e 10 anni. Sono sue le deleghe delle politiche culturali, promozione turistica, tradizioni del territorio, scuola, rapporti con l’Università e associazionismo, sport.
Una candidatura maturata nel tempo tra i partiti della coalizione. Avrà anche una sua lista?
«Sì, insieme a quella dei partiti Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ci sarà la lista del candidato sindaco. Simbolo e nome li stiamo decidendo in questi giorni. Oltre al sostegno del centrodestra unito, penso che sia importante allargare al mondo civico».
Ci sarà quindi un’intesa anche con la lista civica promossa da Valerio Petri, consigliere di maggioranza, e Paolo Gamba?
«Alle elezioni comunali la differenza la fanno le persone. Parlerò anche con loro. Bisognerà però capire se troveremo punti di incontro sul programma».
Gli assessori uscenti si candideranno? E i rapporti con il sindaco reggente Dario Rollo?
«Credo di sì, è stata chiesta a tutti gli assessori la disponibilità a candidarsi. Rollo sta facendo le sue valutazioni personali. Siamo nella stessa giunta, lavoriamo insieme, da parte mia porte aperte a Dario Rollo».
A Cascina il centrodestra si gioca una importante sfida. Vuole continuare ad amministrare il Comune. Perché ha deciso di candidarsi?
«È il mio modo di dire grazie alla città dove sono nato, ho studiato e dove lavoro. Lo faccio con grande soddisfazione e senso istituzionale. Il sindaco di un Comune deve essere trasversale, pur nel rispetto delle proprie idee politiche. Deve avere la capacità di rappresentare le varie realtà che ci sono e non solo i cittadini a lui più vicini»
Se dovesse esprimere in giudizio su questi anni di governo di centrodestra cosa direbbe? Cosa ha funzionato e cosa no?
«Sicuramente ha funzionato al meglio la capacità, in poco tempo, di risanare il bilancio del Comune che era fortemente compromesso dalle scelte della precedente amministrazione. Siamo riusciti a dare anche un’idea di sviluppo in prospettiva con la sottoscrizione del piano strutturale intercomunale con Pisa. Su questo Cascina aveva perso 10 anni di tempo. L’idea di area vasta si era persa. Prima di dire che qualcosa non ha funzionato rifletterei sul fatto che dopo 70 anni è la prima volta che il centrodestra ha avuto l’occasione di amministrare il Comune. Ci vuole tempo per cambiare le cose».
Cosa non siete riusciti a fare? Gli avversari già parlano della mancata apertura alle auto di Corso Matteotti.
«Affrontare la questione apertura sì o no mi pare riduttivo. Il rilancio del commercio passa da più iniziative, non solo da una scelta sulla viabilità. Ci sono più ipotesi al vaglio. Non credo che il corso aperto alle auto possa risolvere la crisi del commercio».
Dopo le tensioni tra l’ex comandante della municipale e Rollo lei ha compiuto un gesto di “pace” con tanto di selfie insieme.
«Quella della polizia municipale è una questione molto delicata. Il mio intervento con l’ex comandante Paolo Migliorini riguarda un aspetto personale. Lui ha denunciato di essere stato bersaglio di uno stalker, mi sono sentito di esprimergli la mia vicinanza per un atto così grave. Il fatto che sia andato a stringergli la mano non è collegato alle questioni della polizia municipale. Al di là delle diverse visioni, il rispetto per le persone non deve mancare».
Cosa pensa del suo diretto avversario nel centrosinistra?
«È un bravo ragazzo... (anche lui aveva risposto così, ndr). Ci conosciamo da ragazzi, lui ha pochi anni in più di me. Abbiamo anche giocato a calcetto insieme. Massimo rispetto anche se non ne condivido le idee».
Cosa farà per prima cosa se diventerà sindaco?
«L’ho detto alla presentazione della mia candidatura e non scherzavo quando ho parlato di abbellire le rotatorie con i fiori. Mi piacerebbe fare un intervento di questo genere, dare un altro segnale di attenzione. In questa sfida sento la mancanza di mio padre. Lui era un grande amante dei fiori, faceva il giardiniere. Se riuscissi a fare questo sarebbe anche un modo per ricordarlo». —
Sabrina Chiellini
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