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Querela archiviata 

«Volevano impedirci il nostro pensiero politico»

«Volevano impedirci il nostro pensiero politico»

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CASCINA. La battaglia giudiziaria che l’ex assessore di Fratelli d’Italia Sonia Avolio e il consigliere comunale Valerio Lago hanno vinto è la battaglia di «chi difende il principio che in Italia c’è la libertà di pensiero politico». Entrambi - è stato spiegato durante un conferenza stampa alla presenza di Diego Petrucci e Matteo Arcenni - erano stati querelati per il reato di diffamazione aggravata per alcune affermazioni da loro rilasciate ai quotidiani e durante il consiglio comunale (trasmesso su Facebook) quando a Cascina fu abolita la consulta per le pari opportunità. E quando fu messo in discussione un percorso sulla democrazia di genere nelle scuole, denominato “Io e l’altro, piccoli educatori uguali ma diversi” criticato da Fratelli d’Italia. Il Gip del Tribunale, Giuseppe Laghezza, ha archiviato la denuncia (sono stati difesi dagli avvocati Giacomo Lensi e Gabriele Casarosa). Non è stata ravvisata alcuna offesa rivolta alla sfera privata delle querelanti che erano assistite dall’avvocato Cristina Bibolotti. Secondo il giudice, le affermazioni rientrano nel legittimo esercizio del diritto di critica, giustificato dall’interesse pubblico dell’argomento trattato e dalla funzione pubblica del soggetto criticato. «A Cascina se qualcuno la pensa in maniera diversa dalla sinistra viene querelato. Non è accettabile», commentano Avolio e Lago che hanno reso nota la vicenda. «Ci occupiamo di questa storia solo ora che la fase giudiziaria è conclusa e lo abbiamo fatto nel rispetto del lavoro della magistratura – ha detto Petrucci –. Si è tentato, da parte di una certa sinistra, di trasformare un’idea politica in una vicenda giudiziaria. Sulle pari opportunità possiamo dare lezioni a tutti. A livello nazionale abbiamo un leader donna, a Cascina il 100 per cento degli assessori espressi sono donne, a Pisa il 50%, il nostro coordinatore è una donna». «Il messaggio che volevano far passare è questo: se non la pensi come noi devi andare in galera», ha concluso Lago. —

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di Redazione Pontedera