Il presidio
Caos Fiom, il segretario “denuncia” i delegati Rsu
PONTEDERA. C’è baruffa nella Fiom Cgil della Piaggio. La tensione tra il segretario provinciale, Marco Comparini, e i delegati e gli iscritti che lavorano nella fabbrica sta salendo alle stelle dopo che proprio Comparini ha presentato un ricorso all’organo di garanzia nazionale della Cgil nei confronti proprio di Massimo Cappellini – il delegato più noto e al centro di una vicenda legata a provvedimenti disciplinari presi da Piaggio nei suoi confronti – e dei suoi compagni di sindacato. In questi giorni, ispettori del comitato nazionale della Cgil sono a Pontedera per colloqui con i diretti interessati a cui seguirà la decisione che potrebbe prevedere anche l’espulsione dal sindacato.
«Ho dato seguito a una mozione votata dal direttivo provinciale della Cgil a luglio – spiega Comparini – Poi ho inviato la documentazione all’organo di garanzia. Ma la decisione non spetta a me».
I delegati Piaggio e gli operai iscritti al sindacato dicono che «il comitato degli iscritti, insieme all’assemblea degli iscritti, è la struttura di base della Fiom e costituisce la rappresentanza diretta degli iscritti sul posto di lavoro. E come prevede lo statuto, la linea sindacale della Fiom deve essere discussa e decisa nelle riunioni del comitato e nell’assemblea degli iscritti. Il dissenso tra iscritti e segretario provinciale Fiom sulla linea sindacale è diventato molto forte, sui contenuti del contratto integrativo e sulla posizione della Fiom in risposta all’attacco e i provvedimenti disciplinari contro Cappellini. Dissenso aperto che si è espresso anche con scioperi contro la firma di un accordo che prevede il lavoro del sabato e nessun aumento vero, e con scioperi di solidarietà a Cappellini».
Secondo delegati e iscritti, «ora il segretario provinciale Fiom, dopo aver rifiutato per tre anni il confronto, e non aver mai preso una posizione pubblica sugli attacchi della Piaggio ad un proprio delegato, proprio per quegli scioperi, ha denunciato agli organi disciplinari della Cgil, e vorrebbe cacciare dalla Fiom, quasi tutti i delegati e gran parte del comitato degli iscritti. In questa maniera, vorrebbe soffocare la realtà e l’esperienza, in una grande fabbrica di lavoratori che hanno deciso di uscire da uno stato di passività e di delega, e di prendere le decisioni che li riguardano». —
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