Il Tirreno

Pontedera

la sfida contro le nuove malattie 

Super batterio, misure rafforzate scendono i casi all’Auxilium Vitae

Super batterio, misure rafforzate scendono i casi all’Auxilium Vitae

New Delhi, parla Il responsabile della riabilitazione cardiologica Guido Vagheggini: «Fase discendente della diffusione: efficace la prevenzione su scala regionale»

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VOLTERRA. La riabilitazione di alta intensità all’Auxilium Vitae: la sfida tra nuovi trattamenti e nuove patologie. Abbiamo chiesto al dottor Guido Vagheggini, responsabile della riabilitazione cardiologica, come l’istituto sta fronteggiando le nuove malattie, a cominciare dall’infezione causata dal super batterio, New Delhi.

Il Centro Riabilitativo Multispecialistico Auxilium Vitae di Volterra è un punto di riferimento nella Regione Toscana per la riabilitazione di alta complessità. È strutturato in due aree, Neurologica a Cardiorespiratoria, che con un approccio multidisciplinare si rivolgono a persone affette da gravi patologie neurologiche (ictus, traumi cranici), cardiologiche e respiratorie (cardiochirurgia, trapianto cardio-polmonare, insufficienza respiratoria, scompenso cardiaco avanzato). Vengono accolte persone che provengono da reparti di terapia intensiva, da subintensive e da reparti per acuti di tutta la regione ed anche da altre regioni, con una organizzazione basata su strutture a diversa intensità assistenziale, in cui è possibile fornire ai pazienti le cure di cui hanno bisogno, anche grazie alla stretta interconnessione con i reparti dell’ospedale per acuti di Volterra e con i servizi diagnostici della Asl Nordovest. «Nuovi trattamenti, farmacologici e non farmacologici, sono stati recentemente introdotti nella pratica clinica, modificando l’evoluzione e talvolta la storia naturale di alcune malattie, migliorando la sopravvivenza e la prognosi dei pazienti.

Questi progressi nel trattamento comportano talvolta una maggiore complessità e instabilità clinica dei pazienti che superano la fase acuta». Devono essere sviluppati programmi di riabilitazione disegnati su misura, in modo da facilitare il reinserimento del paziente nel proprio ambiente di vita. «Fra i problemi legati alle cure ospedaliere, negli ultimi anni si sono presentati i problemi legati alle infezioni da germi multiresistenti. Il problema della resistenza agli antibiotici è una sfida che coinvolge i sanitari di tutto il mondo, è legato all’uso eccessivo di antibiotici nelle fasi acute delle malattie e di volta in volta, l’emergenza di un nuovo germe con caratteri di resistenza diversi genera comprensibile preoccupazione fra gli operatori e nella popolazione», continua Vagheggini. L’ultima emergenza si è verificata dall’ottobre del 2018, con lo sviluppo in alcuni reparti di terapia intensiva di un germe resistente a molti degli antibiotici comunemente utilizzati, la Klebsiella New Delhi. «Come in tutti i reparti ospedalieri che trattano pazienti gravemente compromessi, e quindi suscettibili a queste infezioni, anche nel Centro Riabilitativo Auxilium Vitae sono state rafforzate le misure di prevenzione fin da prima della scorsa estate, attraverso lo screening settimanale generalizzato dei pazienti, l’individuazione dei soggetti portatori, e l’adozione di procedure di isolamento funzionale per garantire a tutti i pazienti la possibilità di ricevere i trattamenti riabilitativi ed impedire al tempo stesso la diffusione di germi multiresistenti».

C’è anche una buona notizia: «Nel corso degli ultimi mesi, abbiamo osservato un numero minore di pazienti colonizzati da germi New Delhi provenire dai reparti per acuti, in particolare dai reparti cardiologici. «Stiamo probabilmente assistendo ad una fase discendente della diffusione del germe, grazie anche all’efficacia delle misure di prevenzione messe in atto in modo coordinato su scala regionale». —

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