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Settimana corta alla “Curtatone” petizione dei genitori per chiedere la revoca
Il consiglio d’istituto ha varato all’unanimità il nuovo orario che fa saltare la mensa. La dirigente spiega la decisione
PONTEDERA. La scelta della settimana corta, decisa per il prossimo anno scolastico sia dall’istituto comprensivo “Curtatone” che al “Pacinotti”, con orario articolato su cinque giorni invece che su sei, ha sollevato polemiche. In particolare all’istituto comprensivo “Curtatone” i genitori hanno organizzato una petizione, non ancora consegnata alla segreteria della scuola, con la richiesta di revoca delle modifiche relative al “tempo scuola”, approvate all’unanimità dal consiglio di istituto lo scorso novembre.
Tre i motivi del dissenso dei genitori, stando al documento che è stato fatto circolare sulle chat delle classi: si introduce una contrazione dell’offerta della scuola. Tutti gli alunni fanno lo stesso orario 8-14, ad eccezione della scuola primaria “Arcobaleno della Pace” a La Rotta, dove resta il tempo pieno, si legge nel documento. Viene tolta la mensa scolastica, in quanto i ragazzi escono da scuola alle 14. Inoltre, sempre secondo i genitori, il nuovo orario va ad appesantire il tempo scuola e costringe e allunga l’orario di rientro a casa.
Nella petizione si chiede di consentire agli studenti che sono già iscritti alla scuola di finire il corso di studi alle stesse condizioni che la scuola proponeva al momento dell’iscrizione. Insomma, sì alla settimana corta ma solo per chi comincia un ciclo e si iscrive alla prima media. I genitori, nel paventare eventuali azioni amministrative davanti al Tar, ricordano lo scontro tra dirigente scolastica e famiglie che c’è stato l’anno passato a Bientina, chiedendo così la revoca della decisione presa dal consiglio, in particolare per gli alunni che già frequentano l’istituto.
La petizione è indirizzata alla dirigente scolastica, Maria Tiziana Baratta. «Non ho ricevuto alcuna richiesta formale di revoca, se non una email di alcuni genitori che disconoscono la paternità di quella petizione». Siamo in una fase in cui è ancora possibile il confronto ma la dirigente non intende rivedere la decisione sulla settimana corta. L’orario 8-14 per le medie è dettato dall’esigenza di dover spalmare 30 ore su cinque giorni che poi deve conciliarsi con gli orari degli scuolabus. La primaria farà 8-13,30 dal lunedì al giovedì e il venerdì 8-13. Se le famiglie hanno le loro perplessità, il corpo docente e la dirigente ritengono invece che la nuova organizzazione permetterà «di arricchire l’offerta formativa – spiega la dirigente – nel pomeriggio potranno essere organizzate una serie di attività, dai corsi di informatica a quelli di lingua straniera, che ci consentono di offrire un’opportunità in più ai ragazzi».
La scuola punta a recuperare gli spazi della mensa per destinarli ad attività formative. Tolta la mensa, viene affrontato anche il problema dei costi del personale che si occupa della vigilanza. Sono gli stessi docenti che vengono pagati con il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
«Non ci sarà più bisogno degli insegnanti in servizio alla mensa, recuperiamo soldi gestiti in maniera non efficiente». Decisione dunque presa per le classi della primaria e per quelle della secondaria di primo grado. L’istituto “Pacinotti” ha lasciato il rientro pomeridiano ai bambini della primaria. L’altro comprensivo, il “Gandhi”, non attua la settimana corta. «Se i genitori delle classi in itinere dovessero esprimersi sul mantenimento del tempo scuola attuale, nel rispetto di tutte le componenti, riconvocherò gli organi collegiali. Sono aperta a tutte le possibilità, nel rispetto di tutti i genitori», conclude la dirigente scolastica.
Sabrina Chiellini
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