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L’Azienda speciale ancora nel mirino Parenti si fa da parte

Nilo Di Modica
L’Azienda speciale ancora nel mirino Parenti si fa da parte

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CASTELFRANCO. «Il dottor Michele Parenti non parteciperà alla nuova selezione da direttore generale dell’Azienda speciale». Si è concluso con questa comunicazione, contestata, l’ultimo consiglio comunale dell’anno, interamente dedicato all’Azienda speciale servizi pubblici locali, al suo bilancio e al programma triennale 2019-21. Discussione che ha visto le opposizioni scatenate nel merito di una situazione economica non rosea per stessa ammissione dei vertici dell’ente, ma che inevitabilmente è scivolata anche sulle ultime vicende giudiziarie che hanno investito l’Azienda, finita a dicembre al centro di una sentenza della Corte dei Conti, seppur di primo grado, nella quale con parole dure si condannano sia l’allora presidente Enrico Quinti, dimessosi e già impegnato nella restituzione del danno erariale, che Michele Parenti, ancora direttore generale, accusato dalla corte di non essersi attivato «per ricondurre nella legittimità l’attività di corresponsione dei compensi». Anche il Comune, ente controllante, con una delibera di giunta richiese il recupero delle somme.

«Sarebbe utile sapere se Parenti, che oggi si impegna a non ripresentarsi, possa effettivamente farlo, dato che il nuovo statuto parla di un solo mandato per il direttore e Parenti lo ha abbondantemente superato», ha detto il consigliere pentastellato Luca Trassinelli, autore di una mozione in cui si chiede subito la revoca al direttore, oggi affiancato dal nuovo presidente Fausto Magni.

Accuse anche dalla capogruppo del centrodestra Monica Ghiribelli, oltre che da Aurora Rossi, oggi nel gruppo misto, autrice all’epoca della prima denuncia circa i compensi non dovuti: «La condotta di Parenti è difficile da giustificare», ha affermato in risposta al sindaco Gabriele Toti, che a difesa dell’operato del Comune ha precisato come la legge in merito si presti da sempre a più interpretazioni. «Anche se non è chiaro se le somme fossero dovute o meno e fino a quando – ha detto la consigliera – se il Comune e la giunta dicono di riparare a una situazione tu lo devi fare senza sindacare». –

Nilo Di Modica

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