Il Tirreno

Pontedera

l’allarme 

Fenomeno in costante aumento Lo conferma un report dell’Asl

T.S.

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Dalla richiesta di soccorso all’aggressione il passo è breve. E - purtroppo - accade sempre più spesso. Medici, infermieri e operatori sanitari mai come negli ultimi mesi devono prestare la massima attenzione a chi si trovano di fronte.

Perché quello che inizialmente può sembrare un paziente in difficoltà, nel giro di pochi minuti, può diventare un vero e proprio pericolo. Il caso di giovedì sera al pronto soccorso del Lotti di Pontedera, con il padre di una ventenne - arrivata in ospedale con un codice non grave – protagonista di una violenta aggressione ai danni di un’infermiera, accende nuovamente i riflettori su un problema noto da tempo, ma che al momento sembra tutt’altro che risolto. In caso di infortunio conseguente a un’aggressione il lavoratore ha l’obbligo di segnalarlo all’Azienda, anche se molti ancora non lo fanno. Attraverso questa procedura parte la denuncia di infortunio all’Inail. L’Azienda sanitaria ospedaliera Toscana Nord Ovest, attraverso il gruppo di prevenzione e gestione degli atti di violenza, si occupa di monitorare il fenomeno e di programmare interventi di prevenzione. Fino al 30 giugno - il report dell’Asl a cui si riferiscono i dati prende parla dei primi sei mesi del 2018 - le segnalazioni di episodi di violenza nell’area di competenza dell’Asl Toscana Nord Ovest sono state 100. Di queste, 78 sono avvenute in ospedali gestiti dall’Asl e 22 nelle strutture sul territorio. Quando si verifica un’aggressione fisica o verbale ai danni di infermieri o operatori sanitari, se viene segnalata come richiesto dall’Azienda, quest’ultima si attiva per valutare le azioni necessarie.

Ci sono poi gli infortuni sul lavoro, quando le aggressioni sono così gravi che costringono l’operatore ad assentarsi da lavoro. Negli ospedali gestiti dall’Asl ci sono state 51 aggressioni, altre 22 nelle strutture sul territorio che hanno comportato ben 897 giorni complessivi di assenza dal lavoro.

La maggior parte delle aggressioni avviene nell’area dell’emergenza sanitaria, soprattutto al pronto soccorso: 39 in sei mesi, nei vari ospedali gestiti dall’Asl, compresi quelli di Pontedera e Volterra. L’altro vero punto debole sono le strutture di psichiatria, con 56 episodi di violenza in sei mesi (36 in ospedale e 20 in strutture sul territorio). In media, chi viene aggredito poi deve assentarsi dal lavoro per almeno sei giorni, con costi che ricadono sui conti pubblici.

Dall’inizio di settembre all’ospedale di Pontedera e a quello di Volterra è presente una guardia giurata a tutela dei lavoratori, per scongiurare quindi eventuali aggressioni da parte dei pazienti. «È un sacrificio economico – aveva detto nei mesi scorsi il direttore generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani - ma era arrivato il momento di intervenire».

I fenomeni violenti negli ospedali, però, non si fermano. Ed è ancora allarme. —

T.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web