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Giacomo getta la spugna: Barbieri smette di fare... il barbiere

Carlo Palotti
Giacomo getta la spugna: Barbieri smette di fare... il barbiere

Il parrucchiere vicarese sceglie la pensione dopo 42 anni di attività con lui va in archivio un autentico pezzo di storia del paese 

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VICOPISANO. Dopo 42 anni di attività ininterrotta, Giacomo Barbieri, storico barbiere di Vicopisano, va in pensione. Con lui, se ne va un altro pezzo del paese che fu. Quello dei soprannomi e dei riti da bar, quello del “ci si conosce tutti” e delle storie raccontate in piazza.

68 anni (è un classe 1952), nato in località San Jacopo, vicarese doc, Giacomo Barbieri ha sempre lavorato nel suo negozio di via XX Settembre. Lì, tra riviste e giornali, quattro chiacchere e tanti “personaggi” di passaggio, l’attesa per il “taglio” era sempre un piacere, per chiunque. E pensare che proprio in quello stesso negozio, già nel 1966, come tanti altri giovani del suo tempo, Giacomo Barbieri aveva iniziato a conoscere il “mestiere”, come ragazzo di bottega. «Avevo iniziato proprio qua – racconta Barbieri – come ragazzo di bottega del Frosini. Lavoravo dal martedì al sabato, il sabato sera dopo cena e la domenica mattina, per 600 lire a settimana».

Barbieri è quindi ingaggiato come apprendista, ma passati altri due anni e arrivato il momento dell’assunzione a tempo pieno, trova un altro lavoro a Pisa, alla scuola di paracadutismo. «Sì – continua – ma ci sono rimasto solo pochi mesi, già nell’aprile del 1971 trovai un posto a Cascina, dal Dulcinotti, in piazza dei Caduti».

Il mestiere pian piano entra nel sangue e dopo quattro anni Giacomo Barbieri torna a Vicopisano, dove entra in società col suo primo maestro. «Nel frattempo – prosegue Barbieri – mi ero anche diplomato barbiere e fino al 1978 sono rimasto in società con Frosini, sempre in questo fondo e sempre rigorosamente in affitto».

Da giovane apprendista, ormai, Giacomo Barbieri è diventato un professionista e con l’inizio dell’anno successivo prende in gestione il negozio. «In questi anni – continua a raccontare – il paese è molto cambiato. Prima ci conoscevamo tutti, ora, con tanti nuovi arrivati, un po’ meno. Di aneddoti ne avrei tanti, ma una delle regole per chi fa il mio mestiere, oltre ad avere sempre il sorriso sulle labbra, è quella di non farsi scappare di bocca le storie sentite a bottega».

Padre di Marco e Monica, marito di Lucia, Giacomo Barbieri da qualche anno è anche diventato nonno di due splendidi nipotini. «Ora – prosegue – avrò più tempo da passare in famiglia. Mi dicono che quando uno va in pensione riprende a fare le cose che aveva abbandonato quando era più giovane». Ma qual è, se c’è, il segreto per rimanere aperti in un piccolo paese come Vicopisano per così tanto tempo? «Lavorare tanto, andare sempre d’accordo con i clienti, essere gentili e rispettosi delle persone. Bisogna essere dei professionisti e stare sempre tranquilli, senza mai discutere. Ai più giovani do questo consiglio: quando si entra in bottega, tutti i problemi devono restare fuori».

Giacomo Barbieri, dopo 43 anni di attività, ha raggiunto la meritata pensione e nei giorni precedenti la fine d’anno, il suo negozio di via XX Settembre è stato meta di tanti clienti. «Non mi aspettavo – conclude – così tanto affetto dalle persone (in negozio proprio per ringraziare tutti i clienti aveva anche apposto un cartellone con su scritto “Grazie di cuore a tutti voi dal vostro barbiere Giacomo”, ndr)». —
 

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