Il presidio
Ladri-acrobati salgono sui tetti per entrare in un palazzo
Scalano l’esterno fino a trenta metri di altezza, entrano da un lucernario. Bottino non ingente, ma grande la paura di chi ha subìto il raid
PONTEDERA. Ladri come gatti, scalano i tetti e le grondaie, arrivano ad un lucernario ad un’altezza di circa trenta metri convinti che avrebbero svaligiato un appartamento dove abita un imprenditore. In casa non hanno trovato quello che probabilmente stavano cercando: l’incasso di una delle attività commerciali del proprietario di casa. Hanno preso alcuni oggetti di valore e se ne sono andati. Le telecamere piazzate al piano terreno di un palazzo li hanno immortalati. Erano almeno due, vestiti in maniera abbastanza anonima per non dare nell’occhio. Il furto è stato messo a segno la sera di Natale, solo che il proprietario lo ha scoperto il pomeriggio del giorno successivo. Grande lo spavento, chi abita al terzo piano, in genere, si sente meno esposto a certi fenomeni. Ma i ladri, si sa, ne sanno una più del diavolo. E sono riusciti a salire indisturbati fino al terzo piano. A dire il vero non è che tutto sia andato in maniera così liscia. I due malviventi sono stati infatti ripresi dalle telecamere, come abbiamo scritto ieri su questa cronaca, di un appartamento situato in via della Certosa nella zona del cinema multisala, subito dopo che avevano concluso il furto nell’appartamento al terzo piano. Solo che all’inizio nessuno lo sapeva. Gli stessi cittadini che avevano visto le immagini, pensavano che i ladri fossero stati in qualche modo disturbati.
Nelle immagini si vedono i due malviventi con in mano una borsa scura che saltano un muro e poi si dileguano. Quello che sembrava un faccia a faccia servito a metterli in fuga, poi si è rivelato qualcosa di diverso. Le immagini sono state consegnate ai carabinieri.
Pochi giorni fa i ladri sono entrati nell’abitazione di uno dei soci dell’imprenditore preso di mira in queste sere. Non avendo trovato soldi, avevano preso indumenti vari nell’armadio dell’uomo. Difficile dire se le due “visite” siano in qualche modo collegate tra loro. Certo però che lasciano qualche preoccupazione in chi le ha subite. –
S. C.
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