Il Tirreno

Pontedera

il giallo di tignano: un anno dopo 

L’aiuto di cani antiveleno per risolvere il giallo dei tredici cavalli morti

Nell’inchiesta sarà coinvolta l’unità cinofila dei carabinieri E dal Ministero arriva un protocollo nazionale per casi simili

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VOLTERRA. Nuove verifiche botaniche nella tenuta di Tignano, ma soprattutto il coinvolgimento dell’unità cinofila antiveleno dei carabinieri e il monitoraggio di un gruppo di cavalli che saranno oggetto di una gestione sperimentale. E un protocollo fatto dal ministero per affrontare e gestire casi simili a quelli accaduti all’Italian horse protection (IhP) di Tignano, a Volterra, in cui sono morti misteriosamente tredici cavalli dalla fine del 2018.

È quanto emerso dalla riunione all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana di Pisa per approfondire gli esiti delle analisi sugli ultimi tre cavalli morti tra il 17 e il 22 ottobre. I rappresentanti dell’Istituto zooprofilattico, tra cui Rosario Fico, responsabile del Centro di medicina nazionale forense veterinaria, hanno fatto il punto su un caso clinico poco chiaro e avviato una nuova fase di studio in sinergia con i veterinari del centro ed esperti disponibili a dare il loro contributo in campo tossicologico, chimico e botanico. «Sul caso continuano a essere coinvolti anche i carabinieri forestali, nell’ipotesi non ancora esclusa di atto doloso», dicono dall’Ihp.

«Avevamo chiesto di incontrare gli enti che si occupano della morte dei cavalli per condividere le informazioni e per creare un gruppo di lavoro multidisciplinare – racconta Sonny Richichi, presidente di Ihp –. Malgrado analisi accurate, è stato impossibile diagnosticare la causa».

L’apertura delle istituzioni a continuare il percorso diagnostico c’è, secondo i responsabili del centro di recupero: «Prove concrete sono non soltanto la convocazione del tavolo tecnico chiesto da Ihp, ma anche il supporto operativo previsto nella gestione controllata dei cavalli del centro. Qui sono in programma al più presto nuovi sopralluoghi botanici, il coinvolgimento dell’unità cinofila antiveleno dei carabinieri e il monitoraggio di un gruppo di cavalli che saranno oggetto di una gestione sperimentale. A questo si aggiunge il risultato ottenuto dal ministero della Salute, che recentemente ha pubblicato un protocollo nazionale di intervento per casi simili, dando seguito a un’altra delle richieste avanzate da Ihp, creare uno strumento per i proprietari di cavalli che dovessero trovarsi in futuro nella difficile situazione di gestire morti massive e improvvise dei propri animali».

«Il 31 dicembre sarà un anno dal primo cavallo morto davanti ai nostri occhi – aggiunge Richichi –. Questi lutti lasceranno una ferita, ma per la nostra associazione è importante che anche un’esperienza così negativa come la perdita di tanti cavalli, ai quali eravamo legatissimi, si trasformi in un patrimonio di conoscenza e di supporto per il bene della collettività e per proteggere tutti i cavalli». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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