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Gli studenti decidono i temi delle lezioni: «Format di successo»
Ieri intanto hanno salutato l’arrivo delle vacanze al Cineplex: quest’anno niente festa per rispetto di due professori morti
Pontedera. Le studentesse e gli studenti del liceo scientifico XXV Aprile hanno salutato l’arrivo delle vacanze di fine anno con una mattinata al cinema. Quest’anno, infatti, il consiglio d’istituto ha deciso di non organizzare le solite manifestazioni per il Natale, nel rispetto e nel ricordo di due professori che, purtroppo, non ci sono più. La memoria di Andrea Belli, docente di scienze scomparso a seguito di un infarto, e Giovanni Feltrin, storico insegnante di lingua inglese, è rimasta più che mai viva nella mente e nei cuori di tutti.
«Abbiamo deciso, nel consiglio d’istituto, di evitare musiche e manifestazioni gioiose come succedeva negli scorsi anni – spiega il dirigente scolastico, Sandro Scapellato – in ogni caso, abbiamo mantenuto la tradizione dei saluti finali, nonostante la scomparsa dolorosa di due colleghi stimati da tutti noi».
Belli, 66 anni, noto biologo, aveva insegnato anche al liceo Montale, mentre Feltrin era una vera e propria istituzione del liceo scientifico pontederese. La festa, soprattutto per ricordarli, è stata dunque sobria e moderata. «I ragazzi e le ragazze – continua Scapellato – hanno accettato volentieri di non eccedere e rispondere comunque a questa tradizione».
Gli studenti si sono ritrovati al Cineplex per vedere l’ultima pellicola di Ficarra e Picone, “Il primo Natale”. Al rientro dalle festività, i ragazzi saranno impegnati anche nell’organizzazione delle “Giornate alternative”, l’iniziativa che da anni vede protagonisti gli studenti. «Ai primi di febbraio riproporremo il format delle “Giornate alternative” – prosegue – ci sarà una programmazione seria e dettagliata degli eventi, che verrà poi approvata dagli organi collegiali».
Nella scorsa edizione, tanti incontri con docenti anche esterni e laboratori di ogni tipo. «Da quando sono arrivato – commenta Scapellato – ho sempre trovato studenti motivati e maturi, che hanno messo in campo iniziative interessati». La scuola non si può limitare alla somma di lezioni frontali dei docenti. «Prepareranno incontri diversi dal solito e che loro stessi ritengono giusti per la loro crescita – dice – Saremo sicuramente lieti di aiutarli».
Le “Giornate alternative”, per lo stesso dirigente scolastico, sono un buon viatico per richiamare gli studenti a vivere gli spazi della propria scuola. «Penso che la scuola debba sempre essere aperta, un po’ come una seconda casa – afferma – più i ragazzi e le ragazze stanno in comunità, meglio è: troppo facile farli stare a casa, solo così si cresce». Quel che è certo è che, come sempre, non manca chi manifesta anche il proprio disappunto per qualcosa di alternativo rispetto alla tradizionale lezione scolastica. «Qualcuno storce il naso, è vero – scherza Scapellato – ma la scuola non è più quella dello scorso secolo, i ragazzi hanno un sacco di altre attività: quindi, qualunque iniziativa faccia dedicare più tempo alla scuola, è ben accetta».—
Pietro Mattonai
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