Il Tirreno

Pontedera

tasse e “furbetti” 

Comune a caccia di evasori mancano 655.000 euro di Imu e Tasi non pagate

Marco Sabia

L’ente di piazza Amendola ha inviato quasi tremila avvisi relativi al periodo 2013-2018 per una cifra complessiva  che supera il milione

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FUCECCHIO. Quasi tremila avvisi per Imu e Tasi non pagate, per un totale che supera il milione di euro da recuperare e destinare alle casse comunali. A tanto ammonta il credito che l’ente di piazza Amendola vanta nei confronti di un cospicuo numeri di suoi cittadini e che è maturato negli ultimi anni (dal 2013 in poi).

L’amministrazione, infatti, nell’ottica di recuperare le imposte evase, dal primo gennaio di quest’anno ha inviato 1331 avvisi di accertamento per l’Imu e 1479 per la Tasi, che si rifanno agli anni dal 2013 al 2018. A farla da padrone è l’evasione dell’imposta Imu (l’erede dell’Ici introdotta nel 2011): i 1331 avvisi hanno portato ad una cifra di 805mila euro; di questi, circa 320mila sono già stati recuperati durante l’anno in corso, mentre quasi 500mila mancano ancora all’appello. Gli accertamenti sono relativi in gran parte al 2014: scorrendo l’allegato alla delibera comunale si nota come ci siano posizioni anche dai 3mila ai 9mila euro mai sanate, mentre il record (se così si può dire) riguarda un’imposta da 19mila euro mai pagata e relativa al 2015. Sommando chi, invece, ha provveduto a pagare dopo aver ricevuto per posta raccomandata l’avviso di accertamento si arriva a 321.000 euro; quindi, facendo un rapido conto, quasi 2 su 3 non hanno ancora provveduto al pagamento dell’imposta municipale unica, di cui una parte fissa va al Comune e un’altra allo Stato. L’Imu colpisce i proprietari di casa, salvo che non si tratti della prima abitazione e salvo altri casi specificati dalla normativa. Poi c’è la Tasi (Tassa sui servizi indivisibili), che è l’imposta un’imposta comunale che fa contribuire il cittadino a tutti i servizi di cui gode come illuminazione, pulizia strade, cura del verde.

Qui il servizio gestione entrate tributarie – diretto da Daniela Quagli – ha prodotto una relazione che indica 1479 avvisi di accertamento inviati nelle case fucecchiesi per il non pagamento di questa imposta. Ma se il numero degli accertamenti è superiore a quello dell’Imu, molto minore è l’importo: attingendo all’elenco visionabile sull’albo pretorio emerge che sono stati accertati 226.000 euro in totale da riscuotere, di cui 51.000 già incassati dalle casse comunali nell’anno in corso, a seguito della comunicazione. Qui le annualità coinvolte sono quelle del 2014 e 2015, anche perché l’imposta in questione è stata introdotta nel 2014.

In due anni sono emerse oltre 1400 posizioni da accertare, quindi più di 700 all’anno (una media molto più alta di quella dell’Imu non pagata). Gli importi non pagati vanno dalle poche decine di euro agli oltre 1000. In ogni caso 51.000 euro di Tasi sono stati recuperati, quindi poco meno di un euro su 4. Mancano all’appello, infatti, 170mila euro. Che se si sommano a 485mila dell’Imu fanno 655mila euro che non sono ancora finiti nelle casse comunali. —

Marco Sabia

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