Il Tirreno

Pontedera

la denuncia 

Gattino torturato, torna a casa con barattoli legati alla coda

Tommaso Silvi
Il gattino torturato nella zona di via dei Magazzini a Pontedera
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Il gattino torturato nella zona di via dei Magazzini a Pontedera

Parla la padrona del micio che abita nella zona di via del Magazzini a Pontedera: «Chi ha fatto questo è senza cuore. Chi ha animali nel quartiere stia attento»  

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PONTEDERA. Lo aspettavano a casa, come ogni sera. Una “passeggiata” nel quartiere, qualche corsa e poi dentro al caldo, insieme ai suoi padroni, per passare la notte in tutta comodità. Ma il 9 dicembre scorso, dopo cena, non si è presentato alla porta. Un gattino non può fare chilometri, e difficilmente fugge lontano da dove è stato cresciuto, dal luogo in cui riceve cibo e coccole tutti i giorni. E infatti, quel gattino, è stato torturato per un’intera notte. Non si sa ancora da chi. I suoi padroni lo hanno rivisto il giorno dopo, il 10 dicembre, con alcuni barattoli legati alla coda con uno spago. . Per alcuni, uno stupido e vigliacco divertimento; per lui, un’atroce e faticosa umiliazione.

Una barbarie avvenuta in via dei Magazzini, nella zona del canale Scolmatore. Vittima il dolcissimo gatto di una coppia di giovani che, dopo aver superato lo spavento e lo choc per quanto successo, ha deciso di raccontare tutto. A spiegare come sono andate le cose è la padrona, Laura Ziveri: «Siamo abituati a vederlo rientrare a casa la sera. Arriva alla porta, gli apriamo e lui si sistema nel suo angolo al calduccio. Ma la sera del 9 dicembre di lui non c’era traccia. Il mio compagno lo ha cercato ma niente, sparito».

Passa la notte e il giorno dopo la ricerca continua. Fino a quando, nel cuore della giornata, il gattino riappare. È visibilmente spaventato, e alla sua coda ha dei barattoli legati con uno spago. «È stato terribile – racconta ancora la donna – ma dopo esserci spaventati abbiamo tirato un sospiro di sollievo pensando che la storia avrebbe potuto avere un epilogo ben più tragico».

Resta l’amarezza per un gesto stupido, cattivo e inspiegabile. Perché accanirsi su un gatto? Perché costringerlo ad andare in giro per chissà quante ore con dei barattoli appesi alla coda? «Prendersela con un animale è facile, perché non è in grado di difendersi a dovere. Torturare un gatto è da gente senza coraggio, senza un briciolo di cuore», dice ancora la padrona, che poi spiega il motivo che l’ha spinta a denunciare pubblicamente quanto accaduto: «Perché vorrei che lo sapessero tutti, e che chi ha commesso questo gesto, leggendo il giornale, provi profonda vergogna per ciò che ha fatto. Chi abita nella zona di via dei Magazzini e possiede un animale stia attento, evidentemente ci sono delle persone che si divertono male».

Ora il micio sta bene. Nonostante quanto gli è accaduto si concede ancora delle belle girate nei giardini del quartiere. «Non auguro ad alcun padrone di animali di ritrovarsi nella mia situazione, perché quella che a primo sguardo può sembrare una semplice ragazzata, in realtà è una sofferenza gratuita imposta a un animale per il solo gusto di vederlo soffrire. Questi non sono scherzi – conclude Laura Ziveri – queste sono torture. E le torture non fanno ridere». —

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