Il Tirreno

Pontedera

Matteo Franconi* 

cari colleghi la valdera conta solo se unita

*sindaco di Pontedera

2 MINUTI DI LETTURA





Vi sono alcuni spunti nel dibattito politico ed amministrativo territoriale che mi fanno ritenere ancor più attuale l'esigenza di costituire un tavolo della Valdera unita. La Valdera è forte se tutta insieme si muove per difendere il proprio territorio ed i suoi cittadini gestendo in modo unitario la fase della prevenzione e della gestione di eventi di protezione civile. I modelli organizzativi messi in campo fino ad oggi debbono trovare un coordinamento ed una pianificazione unitaria perché per affrontare temi come la messa in sicurezza del reticolo idraulico ed il governo delle emergenze legate ad eventi climatici sempre più intensi servono risorse, progettualità e sincronismi che capitalizzino gli strumenti a disposizione di ciascuno dei Comuni.

La Valdera ha un rilievo autonomo se riesce a mettere insieme in modo strutturato politiche di valorizzazione del patrimonio culturale, artistico, associativo e civico di ogni area che ne fa parte. Per promuovere gli eventi e le iniziative di rilievo nazionale ed internazionale che pure riesce singolarmente ad organizzare serve una regia unitaria, una volontà comune di attribuire peso specifico e respiro vasto ad un calendario capace di esser attrattivo per i visitatori e pienamente fruibile da parte dei cittadini residenti. La Valdera può diventare un punto di riferimento se progetta e pianifica congiuntamente il proprio sviluppo urbanistico, se sviluppa assieme le proprie infrastrutture scolastiche ed i bisogni di mobilità, se risponde ai bisogni sociosanitari con iniziative coraggiose e servizi omogenei.

Ecco perché rivolgo questo mio invito ai colleghi sindaci della Valdera tutta nella consapevolezza di raccogliere un sentimento diffuso e costruttivo che anima ciascuno di loro: costituiamo un tavolo di lavoro, un tavolo del coraggio che provi ad immaginare e ripensare come far collaborare i nostri Comuni e governare le sfide che ci si presentano davanti senza disperdere il tanto di buono delle esperienze associative fino ad oggi messe in campo. Un tavolo di confronto, di discussione e di azione che ci faccia oltrepassare i muri delle difficoltà quotidiane che ci impegnano tutti e ci consenta di costruire un ponte verso il futuro della Valdera tutta.

Un tavolo che potrebbe costituirsi già nei primi giorni del 2020: in agenda avrei già fissato, non solo simbolicamente, il prossimo 7 gennaio. —

*sindaco di Pontedera

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera