Il presidio
Lotta alla droga, Daspo urbano per gli spacciatori delle Cerbaie
Il Comune dichiara guerra ai pusher nascosti nel bosco L’ultima parola sul provvedimento spetterà al prefetto
FUCECCHIO. Introdurre il Daspo urbano per gli spacciatori delle Cerbaie, come ulteriore misura per allontanare questi malviventi da quello che una volta era “soltanto” il più importante polmone verde della zona: l’amministrazione comunale di Fucecchio sta infatti preparando una modifica al regolamento di polizia rurale per introdurre questa misura - voluta dall’allora ministro dell’interno Marco Minniti - così da applicarla nei confronti dei pusher.
Il Daspo urbano è una misura con cui un sindaco, in collaborazione con il prefetto, può multare e poi stabilire un divieto di accesso ad alcune aree della città.
A spiegare come si sta articolando questo progetto è stato il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli durante l’ultimo consiglio comunale, in risposta ad un’interpellanza di Forza Italia che faceva (anche) riferimento all’ormai endemico problema dello spaccio nei boschi delle Cerbaie: «Il comandante della sede territoriale della polizia municipale Roberto Dini – ha spiegato il sindaco – ha buttato giù una bozza di modifica al regolamento di polizia rurale, che poi sarà portata prima in commissione I e poi in commissione sicurezza e successivamente in consiglio, dopo che l’avrò sottoposta al prefetto. Nella bozza si inseriscono le planimetrie delle aree interessate dalla possibile applicazione del Daspo urbano, così da allargarle il più possibile».
Spinelli, inoltre, nello stesso consiglio ha evidenziato che fino ad ora non erano stati individuati gli estremi per applicare questo provvedimento ma che adesso - fra le misure che intende sottoporre al prefetto Laura Lega - c’è appunto quella del Daspo, rifacendosi anche agli esempi di altre amministrazioni d’Italia. C’è da dire che l’introduzione del Daspo era stata presentata in precedenza da Forza Italia ma che allora la proposta non passò la votazione.
In ogni caso la questione dello spaccio ha di gran lunga superato la storica piaga che riguardava le Cerbaie, cioè quella della prostituzione (soprattutto nella zona di Galleno); da circa tre, quattro anni bande di pusher hanno “colonizzato” queste zone, con buona pace di chi era abituato a vivere il bosco nella maniera giusta.
In poche parole alcune aree delle Cerbaie sono diventate simili al tristemente famoso boschetto di Rogoredo, nonostante i militari dell’Arma puntualmente arrestino spacciatori e sequestrino quantitativi di droga (anche grazie alle unità cinofile).
Purtroppo, però, la combinazione fra il continuo ricambio di spacciatori e la perenne domanda di droga rende il compito delle forze dell’ordine estremamente complicato. —
Marco Sabia
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