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La scommessa vincente del Polo Tecnologico: dopo 20 anni il futuro abita ancora a Navacchio

La scommessa vincente del Polo Tecnologico: dopo 20 anni il futuro abita ancora a Navacchio

Nuove sfide per il 2020 annunciate nel corso dell’incontro celebrativo coi protagonisti (tra imprenditori e startupper) degli ultimi due decenni 

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PISA. I “Venti di Innovazione” non si possono fermare, il Polo Tecnologico di Navacchio festeggia venti anni, premia i vincitori della call “Venti di Innovazione 2019” e lancia due nuove sfide per il 2020

È il Parco Tecnologico più grande della Toscana, oltre 20.000 metri quadrati tra uffici e laboratori. Nato da un’area industriale dismessa, dove sorgeva una distilleria, oggi il Polo Tecnologico di Navacchio, a pochi chilometri da Pisa, ha festeggiato venti anni, dando di fatto ragione a chi, Comune di Cascina, Provincia di Pisa e Regione Toscana, investì in un progetto che nel 1999 sembrava a dir poco visionario.

«A credere nell’innovazione come volano per il rilancio del territorio fu Carlo Cacciamano, all'epoca sindaco di Cascina, il cui padre era stato l'ultimo direttore della distilleria (il suo cruccio era vedere un luogo, una volta pieno di vitalità e fermento, abbandonato e in sfacelo)», ha racconta Alessandro Giari, che insieme a Cacciamano e a Nunes, l’allora presidente della Provincia di Pisa, fu fra i tre “pionieri” che grazie a finanziamenti regionali ed europei diedero vita a quella che oggi è divenuta una vera e propria cittadella dell’innovazione». Oggi al Polo Tecnologico tutti gli spazi sono occupati da imprese, startup, laboratori e centri di innovazione, dove operano più di 650 persone, con un fatturato aggregato di oltre i 67 milioni e un trend in continua crescita.

«Il Polo – ha affermato il presidente Andrea Di Benedetto – è cresciuto moltissimo e non ha più spazi disponibili, ma noi non ci fermiamo. Vogliamo crescere ancora e possiamo farlo aggregando realtà simili sul territorio, per creare una rete toscana per l’innovazione che sia competitiva a livello globale. Abbiamo una rete di 100 aziende insediate nei poli tecnologici ed una esterna di 500 imprese, centri di ricerca, dipartimenti universitari, fondi di investimento. Possiamo e dobbiamo aumentare la nostra capacità di ascoltare i bisogni, mappare e diffondere best practices, proporre ed erogare soluzioni e servizi. Vogliamo accompagnare il “Sistema Toscano” nelle incredibili opportunità che l’innovazione può offrire. Questa è la nostra sfida».

Per festeggiare i 20 anni del Polo ieri è stato organizzato un dibattito alla presenza del direttore de Il Tirreno Fabrizio Brancoli e di Valentina Landucci, caposervizio della redazione di PisaPontedera, con alcuni dei protagonisti della vita di questi venti anni. Grazie ai racconti di alcuni tra imprenditori e startupper che hanno scommesso sull’innovazione, è emerso quanto in Italia ci sia una grande cultura del saper fare, ma che, per riconvertire il sistema produttivo del nostro Paese, bisogna ibridare questo talento con il digitale.

Andrea Di Benedetto, presidente del Polo Tecnologico di Navacchio, e Alessandro Giari, presidente e amministratore delegato del Polo Tecnologico di Navacchio dal 1999 al 2014 e attuale presidente e amministratore delegato di Rea Impianti, hanno ripercorso le tappe più significative di questi venti anni, insieme ad alcuni imprenditori cresciuti nel Polo Tecnologico e oggi casi di successo a livello nazionale e internazionale.
 

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