Italia
Villa Crastan, domani un’asta di dipinti fatti nei centri diurni
Il ricavato servirà per altre attività. L’iniziativa di Agape ha incontrato molti consensi Le opere abbelliranno anche le vetrine dei negozi del centro
PONTEDERA. «Nella pittura viene annullata la disabilità ed emerge, al contrario, la capacità». Roberto Lorenzini, presidente di Agape Cooperativa Sociale, ha espresso in poche parole il significato dell’attività di pittura nei centri diurni della Valdera.
Un’attività che, presto, addobberà le vetrine dei commercianti di Pontedera. Durante il periodo natalizio, alcuni negozi del centro – ma non solo – esporranno le opere delle ragazze e dei ragazzi che frequentano i quattro centri diurni della Valdera (L’Aquilone e Lo Scoiattolo di Pontedera, La Coccinella di Ponsacco e Il Girasole di Cascine di Buti) per valorizzarne l’abilità. «Il primo passo sarà l’asta che si terrà domani in Villa Crastan a partire dalle 21 – dice Barbara Tognotti, responsabile dei servizi sociali zona Valdera – con le risorse raccolte continueremo il lavoro nei centri diurni, che vanno dalle prestazioni di assistenza di base alle attività di animazione e occupazionali». Dopodiché, le opere d’arte saranno in vetrina sul corso Matteotti. «L’interesse della comunità e dei commercianti verso questa tema è alto – spiega il vicesindaco Alessandro Puccinelli – sotto questo punto di vista, è bello aver dimostrato come Pontedera si sia presentata coesa». L’obiettivo è quello di dare visibilità alle opere dei frequentatori dei centri diurni. «I ragazzi meritano questa iniziativa – continua Lorenzini – ricordo che Dino Carlesi, di fronte ad alcuni di questi dipinti, disse che sarebbero potuti stare in una galleria d’arte». Dello stesso avviso è Felice Galli, istruttore del laboratorio di pittura. «Il lavoro con le ragazze e i ragazzi del centro diurno va avanti da tanti anni – dice – oggi siamo arrivati ad un punto in cui alcuni di essi sono dei veri e propri artisti». Soddisfazione anche da parte delle associazioni di categoria. «Abbiamo registrato una grande adesione – spiega Claudio Del Sarto di Confesercenti – addirittura abbiamo dovuto fermare le candidature per non lasciare negozi scoperti». Gli fa eco Valentina Savi di Confcommercio. «Il riscontro è stato più che positivo – dice – tanto che hanno voluto aderire anche attività che non si trovano nel centro cittadino». —
Pietro Mattonai
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