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A 50 anni impara il mestiere con il corso gratis realizzando scarpe per i poveri e trova lavoro
Carmen è uno dei volti-simbolo del percorso di formazione organizzato da Poteco di Santa Croce sull'Arno in collaborazione con Forium e Toscana Manifatture
SANTA CROCE SULL'ARNO. L’obiettivo di un corso di formazione è in primis quello di offrire delle competenze da poter spendere nella propria vita, così da costruirsi un futuro lavorativo. Anche quando si parte svantaggiati e magari non ci si spera nemmeno più di trovare un impiego fisso. Ieri, nella sede di Poteco a Santa Croce sull’Arno, è stata l’occasione per presentare i risultati di due corsi di formazione, nell’ambito del progetto “Scarpe in cammino” che hanno permesso a disoccupati di tutte le età di trovare o ritrovare un impiego nel mondo della calzatura.
Ma non è finita qui, perché oltre ad essere d’aiuto direttamente per i frequentanti, questi corsi hanno avuto un risvolto sorprendentemente benefico. Infatti, per imparare come si fanno le scarpe, i corsisti ne hanno realizzate 320 paia; solo che, in base alle normative vigenti, queste scarpe non sono commerciabili. E quindi è stato deciso di donarle alla Caritas Diocesana di San Miniato, presieduta da don Armando Zappolini, parroco di Ponsacco; le scarpe entro Natale verranno distribuite alle persone che ne hanno bisogno, una volta capite le varie esigenze che ci sono nel territorio di questa diocesi. Ieri le 320 scatole sono state materialmente caricate su un camion, che le ha portate al centro diocesano, dove poi verranno divise e date a chi ne ha bisogno.
Perché purtroppo, anche in una Regione avanzata e in un distretto ricco e dinamico, ci sono tante persone che hanno difficoltà pure ad acquistare un paio di scarpe. Eppure, al mondo d’oggi, vivere senza scarpe è assolutamente impensabile. Ma prima di arrivare alla donazione materiale c’è stato tutto un percorso che merita di essere raccontato; i corsi realizzati a Poteco sono stati finanziati dalla Regione Toscana con fondi europei e hanno visto la collaborazione dell’agenzia Forium e di Toscana Manifatture, che ha sede proprio nei locali di via San Tommaso.
Le 27 persone che vi hanno preso parte hanno svolto lezioni teoriche ma anche pratiche, direttamente in azienda. Tra queste c’era Carmen Stefaniu, 50 anni, che è arrivata in Italia dalla Romania nel 2004: ha lavorato come collaboratrice domestica per una vita, per pagare gli studi ai figli che oggi lavorano in Inghilterra nell’ambito della comunicazione. Poi, alla soglia del mezzo secolo, ha deciso di rimettersi in gioco, segnandosi ad un corso di Poteco: «Mi ha cambiato la vita – racconta – sono stata accolta in una azienda (la Broma di Cerreto Guidi), che adesso mi ha fatto un contratto a tempo indeterminato. Era il mio sogno, che adesso si è realizzato. Ho dovuto faticare ma dietro ogni bella storia c’è il sacrificio».
Un destino simile al suo è stato quello di Sadio Badji, 24 anni senegalese che vive a Castelfranco di Sotto, che ha trovato lavoro al calzaturificio Victor di Santa Maria a Monte: «Sono arrivato 3 anni fa in Italia e adesso ho un lavoro. Devo dire grazie a chi ha permesso di realizzare questo corso perché mi ha dato competenze teoriche e soprattutto pratiche, mi è stato insegnato un mestiere».
Sadio e Carmen sono stati scelti come simboli di questi corsi di formazione: la prima perché donna e in un’età dove è difficile ritrovare lavoro, il secondo perché arrivato in Italia da poco e costretto a partire praticamente da zero, superando la barriera linguistica. Loro due, insieme ai compagni di corso, hanno prodotto quelle 320 paia di scarpe che inizieranno a camminare ai piedi di qualcuno che ne ha bisogno. «Questa è la dimostrazione di cos’è il nostro distretto – ha sottolineato la sindaca Giulia Deidda –. Una terra dove si fanno buone pratiche e che è di esempio per tutta la Regione” . Il progetto ha ricevuto anche il plauso dell’assessora regionale al lavoro Cristina Greco, oltre che del direttore di Poteco Domenico Castiello e di tutte le personalità intervenute.
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