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Pontedera

Lavoro / occupazione  

Ancora in sciopero i lavoratori precari del gruppo Geofor In 11 sono a rischio

Paolo Falconi
Ancora in sciopero i lavoratori precari del gruppo Geofor In 11 sono a rischio

Ieri e oggi stato di agitazione e assemblea mattutina Prolungamento del contratto da decidere entro dicembre

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pontedera. I motivi sono i soliti. Purtroppo. E non sono certamente di poco peso. Così anche ieri, come oggi, i lavoratori dell’igiene ambientale di Avr, Geeco e Ati, in appalto Geofor, sono scesi in sciopero «contro l’illegittima applicazione del contratto nazionale».

Ma c’è un elemento in più che turba il periodo di avvicinamento alle feste natalizie. Che coincide anche con l’avvicinarsi del momento di una possibile drastica decisione che potrebbe investire un gruppo di lavoratori precari: «Ci sono 11 persone – dice Toni Masino della rsa di Avr – che rischiano di non vedersi prolungato il contratto a tempo determinato e che purtroppo si troverebbero senza lavoro».

Insomma, una fine d’anno piena di problemi, sulla quale si addensano le nubi del posto di lavoro, sia pur precario, come quelle che anche ieri mattina hanno accompagnato l’agitazione degli operai fuori i cancelli di Geofor. Al momento, peraltro, non si riesce a intravedere alcuna via di uscita, esattamente come nella precedente giornata di agitazione che si concluse sotto il palazzo comunale di Pisa». Quella del 5 novembre scorso.

Così, dopo l’agitazione di ieri e di oggi sono promesse altre giornate di sciopero. Anche se, andando incontro al periodo natalizio, sindacato e lavoratori dovranno tener conto delle disposizioni riguardanti l’interruzione di un lavoro di pubblica utilità.

«Preoccupazioni e lavoro a rischio – rintuzza Massimiliano Zandonà, anche lui della rsa di Avr – dovuti a un pessimo sistema di amministrazione di cui i lavoratori sono ancora costretti, nonostante i ripetuti richiami e agitazioni, subirne le conseguenze».

Così dopo lo sciopero di inizio novembre, eccone un altro, ieri e oggi, che comporta disagi a Pontedera, e in tutta la provincia, nella raccolta porta a porta: ieri per l’organico, oggi per l’indifferenziato. Come dire: davanti all’uscio di casa si ammassano i rifiuti; loro, i dipendenti precari e non, ne sono consapevoli, ma devono anche salvaguardarsi dai rischi di perdere il lavoro.

«Inoltre vanno considerati i problemi derivanti dal modo di lavorare e dall’ambiente in cui operiamo – fanno riflettere i due sindacalisti Masino e Zandonà – in cui la sicurezza e la salute sono ben lontane dalle forme più ottimali». Succede in conseguenza di ciò che molti lavoratori, neppure i meno sfortunati, denuncino un’ernia al disco con il passare del tempo.

«Sono ormai tre anni che attendiamo risposte valide e convincenti – ripete con insistenza la responsabile provinciale di Usb, Cinzia Della Porta – ma ancora una volta non si riesce a intravedere alcuna via di uscita». —

Paolo Falconi

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