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il giallo di tignano 

Centro di recupero a rischio dopo la strage dei tredici cavalli morti

A.Q.
Centro di recupero a rischio dopo la strage dei tredici cavalli morti

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VOLTERRA. Un ultimatum che la dice lunga sulla difficile situazione vissuta dai volontari dell’Italian horse protection (Ihp), il centro di recupero di Tignano, nelle campagne tra Volterra e il Senese, dove vengono seguiti cavalli maltrattati o abbandonati e in cui dalla fine del 2018 sono morti tredici animali in circostanze misteriose.

«Dopo gli ultimi decessi ci è stato detto dalle autorità di controllo di tenere i cavalli in recinti piccoli, senza mandarli al pascolo come facevamo abitualmente prima della strage – dice Sonny Richichi, presidente di Ihp – Ma in questa maniera il nostro lavoro è praticamente impossibile e non credo riusciremo ad andare avanti per questo inverno. Asl e Istituto zooprofilattico devono dirci il motivo di questi accorgimenti, altrimenti saremo costretti a sospendere la nostra attività, limitandoci a gestire i 50 animali che abbiamo in carico senza poterne accogliere altri e cessando le investigazioni che portiamo avanti da dieci anni».

I responsabili dell’associazione hanno chiesto una riunione agli enti coinvolti in questa vicenda, ma al momento non è ancora stata fissata una data precisa. «Vorremmo fare la riunione nei primi giorni di dicembre – prosegue Richichi – perché da quell’appuntamento dipende gran parte della nostra attività. Dobbiamo prendere una decisione e dobbiamo farlo in fretta. Non possiamo andare avanti così, perché il lavoro di pulizia dei recinti, di far mangiare gli animali e controllare che i cavalli non si facciano male in spazi così stretti è superiore alle forze che abbiamo a disposizione». —

A.Q.



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