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Non vuole andare a scuola, il babbo chiama i carabinieri
Buti: presente allo “scontro” dialettico anche la mamma che ha cercato di calmare entrambi
BUTI. Adolescenza inquieta. E ribelle sempre e comunque, soprattutto contro i genitori. Uno scontro dai toni violenti al punto da richiedere l’intervento dei carabinieri per interrompere una lite che rischiava di superare il limite del confronto verbale. È successo la mattina di mercoledì 27 novembre in un’abitazione nel comune butese dove uno studente delle superiori per l’ennesima volta ha manifestato ai genitori la sua contrarietà nel continuare a seguire un indirizzo scolastico che proprio non gli va a genio. Non voleva prepararsi per andare a scuola. E alle sollecitazioni sempre più energiche del padre rispondeva con una chiusura totale e con un linguaggio sgradevole. Una bizza più forte del solito che ha preoccupato i genitori.
La discussione non è una novità. Il clima in casa da tempo non è sereno per la turbolenza del ragazzo ostile all’istituto frequentato controvoglia. Il faccia a faccia più diretto condito da urla reciproche si è consumato con il padre. Presente allo “scontro” dialettico anche la mamma che ha cercato di calmare entrambi. Senza riuscirci. Alla fine è stata una pattuglia del radiomobile a riportare i toni nell’alveo di un confronto più urbano placando i contendenti. Il ragazzo è diventato più ragionevole e i militari se ne sono andati con la promessa da parte dello studente ribelle di andare a scuola. Almeno alle lezioni di ieri.
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