Il Tirreno

Pontedera

TRA IMPRENDITORIA E SOLIDARIETÀ 

L’affitto della villa è a offerta metà ricavato alle associazioni

M.S.
L’affitto della villa è a offerta metà ricavato alle associazioni

L’iniziativa del gestore della Ruben a Torre «Vorrei trasformarla in un punto di riferimento culturale per tutta la zona»

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FUCECCHIO. Sarà a disposizione per aiutare le associazioni locali, grazie al suo innegabile fascino di dimora storica: l’Antica Villa Ruben di Fucecchio (situata a Torre) è stata di recente presa in gestione dall’imprenditore del ramo turistico Alessandro Manetti, che vi ha allestito 8 camere e 16 posti letto. Ma non è questa la notizia: Manetti, infatti, non ha volutamente stabilito un tariffario per l’affitto dei saloni e del parco esterno della villa, perché ha deciso che saranno i clienti a stabilire quale contributo dare. E di questa somma il 50% verrà sempre donato alle associazioni locali, che a Fucecchio sono molteplici e si occupano di plurimi ambiti; in poche parole, se per l’affitto di un salone chi lo richiede mette sul piatto 500 euro, 250 euro Manetti li donerà ad un’associazione fucecchiese. «È un modo – spiega l’imprenditore – per far conoscere questa stupenda struttura con una grande storia alle spalle. Vorrei che diventasse una “piccola Versiliana”, un punto di riferimento culturale a due passi dal Padule e non lontano dalla Via Francigena, dove organizzare eventi, convention e altro ancora. Non mi interessa fare affari su questo, piuttosto dare una mano una volta pareggiate le spese».

È chiaro che Manetti incasserà dall’attività di Bed & Breakfast, perché una villa così non si mantiene da sola. Ma accanto all’aspetto (giustamente) imprenditoriale, si va ad inserire anche quello della beneficenza: il 50% del contributo – quale esso sia – verrà impiegato per coprire le spese, il resto andrà donato (e chi avrà indirettamente contributo riceverà una ricevuta di quanto avvenuto). E’ chiaro che starà anche al cliente ponderare quanto offrire, anche perché sotto una certa cifra non si riescono a coprire le spese di manutenzione e funzionamento della struttura. Ma tutto questo fa parte del patto non scritto di fiducia che si va a creare in questi casi tra chi non chiede un contributo prestabilito e chi si trova a dover valutare quanto pagare per il servizio ottenuto. —

M.S.

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