Pontedera e il sogno della serie B: in città cresce la febbre granata
Il secondo posto con una partita da recuperare dietro al Monza di Berlusconi e Galliani risveglia passioni antiche tra i tifosi
PONTEDERA. Secondo posto in classifica. Con una partita da recuperare. E il campionato di Serie C è quasi a metà. Di tempo ne è passato troppo per parlare semplicemente di un “caso”. E non si può neppure tirare in ballo il “momento fortunato”. Il Pontedera è una sorpresa, sì, ma concreta. Fatta di gioco e di risultati, di continuità nelle prestazioni e di un forte senso di appartenenza. . In una città in cui l’entusiasmo attorno alla squadra di calcio è difficile da far sbocciare, si intravedono segnali di “febbre da Pontedera”. Quella vera. Che si respira nei bar, per le strade del centro, dal barbiere. Tutti, ora, parlano dei ragazzi di mister Ivan Maraia. Perché se è vero che c’è uno zoccolo duro che non ha mai abbandonato la squadra e la segue ovunque in giro per l’Italia, è vero anche che esiste una “marea silenziosa” di curiosi che si sta lentamente innamorando della favola granata. Il successo per 1-0 di domenica in casa del Siena – gol di Bruzzo a dieci minuti dalla fine della partita - è l’ennesima freccia scoccata nel cuore dei pontederesi. E l’attenzione attorno al Pontedera cresce. «I ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario. Non abbassano mai la testa, se subiscono gol reagiscono. Hanno carattere, fanno divertire la gente». A parlare è Alessio Malventi, presidente del Club Granata Gino Baldini. Un gruppo di sportivi irriducibili, sempre al fianco del Pontedera. Nessuno lo dice chiaramente – la scaramanzia nello sport è tutto – ma il sogno è la serie B. Un traguardo storico, così “grande” che quasi genera spavento. «La nostra è una lotta contro i giganti – spiega Oriano Vissani, anche lui del Club Baldini – perché ci troviamo di fronte società che hanno speso molto più di noi, spesso anche con glorioso passato in serie A o B. Ma il bello è proprio questo, stiamo sbalordendo tutti».
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Grinta, compattezza e tanto cuore. Sono queste le armi con cui il Pontedera si sta facendo spazio tra le “big” del campionato. «C’è un affiatamento collettivo straordinario, che coinvolge tutti, dentro e fuori dal campo”, racconta Monica Tempesti, sfegatata granata. E pensare che nel 2010 la tradizione del calcio a Pontedera ha rischiato di spezzarsi seriamente. Il fallimento della vecchia società gettò gli sportivi nel panico, ma il sindaco di allora, Simone Millozzi, tirò fuori tutta la sua anima da tifoso e coinvolse un gruppo di imprenditori della città per ripartire subito dalla Serie D, senza scendere di categoria».
«Giorni terribili, con poche ore di sonno e un sacco di pensieri. Poi riuscimmo nel miracolo e salvammo la Serie D. Ora siamo un modello nazionale. Bilancio sano, squadra competitiva e secondo posto in classifica”, dice Millozzi, anche lui contagiato dall’euforia granata. A questo punto, la domanda sorge spontanea. Il Pontedera può mantenere il secondo posto fino alla fine del campionato? «Secondo me sì, perché abbiamo dimostrato di potercela giocare alla pari con tutti ». sentenzia Alberto Tardini . «Perché non dovremmo puntare a qualcosa di storico? Siamo lì, dobbiamo crederci», suona la carica Alma Regoli, che ha iniziato a seguire i granata da bambina. Oggi è mamma e moglie, ma la passione per il Pontedera è sempre la solita di quando era una ragazzina. «La salvezza ormai è archiviata, proviamo a restare in alto», ribadisce Roberto Dal Canto. E c’è anche chi ammette di essersi ricreduto. «Ero scettico sulla bravura dell’allenatore – racconta Simone Caciagli - ma mi sbagliavo. Ivan Maraia sta dimostrando di essere un grande tecnico e di saper tirare fuori il massimo dai i suoi giocatori». Del Pontedera, più che i risultati, alla gente piace lo spirito. La voglia di lottare di una squadra che non vuole essere seconda a nessuno. «I giocatori danno il massimo, sempre. È fantastico – dice Gianmaria Altamura – e sono sicuro che la città tornerà a innamorarsi follemente dei granata».
VERSO LO SCONTRO DIRETTO
Quattro partite alla fine del girone di andata. Il Pontedera è a un passo dal giro di boa del campionato. I granata torneranno in campo domenica alle 15 al Mannucci contro la Pergolettese, che naviga nei bassifondi della classifica ma che è reduce da due successi consecutivi e sta quindi vivendo un ottimo periodo. Poi sarà la volta della trasferta a Grosseto, contro la matricola Pianese. Quindi il recupero del match con il Lecco rinviato due domeniche fa per allerta meteo, mercoledì 11 dicembre alle 18.30 al Mannucci. Per arrivare al 15 dicembre. Al super scontro con il Monza. Il Pontedera proverà a sfruttare il fattore campo: in casa, i granata finora hanno collezionato cinque vittorie e due pari.
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PILLOLE GRANATA
Quando arrivò la Juve
Nella storia del Pontedera c’è anche una passerella di lusso. Quella del 7 maggio 1994, quando al Mannucci arrivò la Juventus per un’amichevole. I bianconeri vinsero 3-1 in uno stadio stracolmo, con Giovanni Alberto Agnelli, fresco amministratore delegato della Piaggio, seduto in tribuna.
Il pubblico
Il Pontedera si esalta di fronte al proprio pubblico. Lo dicono i numeri. I granata hanno ottenuto 17 punti al Mannucci. Si tratta del ruolino casalingo migliore dell'intero girone A di Serie C, eguagliato solamente da Monza e Novara.
L’attacco
Quello del Pontedera è il quarto miglior attacco del girone A di Serie C. I granata finora hanno segnato 22 reti in 15 partite, trascinati dal bomber brasiliano Caio De Cenco, al momento capocannoniere della squadra con 5 gol all’attivo.
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