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Pontedera

Euforia ai vertici, il presidente Boschi: «Voglio arrivare al primo posto»

Tommaso Silvi
Il brindisi di un Natale del passato per Andrea Caponi e Paolo Boschi: speriamo porti fortuna quest’anno
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Il brindisi di un Natale del passato per Andrea Caponi e Paolo Boschi: speriamo porti fortuna quest’anno

La supremazia dei brianzoli non spaventa la dirigenza. Capitan Caponi: «Ogni sforzo per proseguire nel sogno»

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PONTEDERA. «Voglio arrivare primo. Guardo al Monza, è logico. Loro sono primi in classifica, noi secondi. Davanti abbiamo solo loro e dobbiamo provare a superarli».. Se i risultati del Pontedera da soli non bastassero a scatenare la passione granata in città, ecco le parole del presidente Paolo Boschi.

Il tradizionale profilo basso, stavolta, viene messo da parte. Perché Boschi ci crede davvero.

«La squadra deve lavorare per migliorarsi, per continuare a fare risultati e per restare in alto. Siamo felicissimi per come stanno andando le cose – dice ancora il presidente – e siamo consapevoli della forza del Monza, ma abbiamo l’obbligo di provarci fino alla fine. E sono certo che i ragazzi lo faranno».

Tra i segreti del Pontedera che sta facendo strabuzzare gli occhi agli appassionati di calcio di tutta Italia c’è l’umiltà di un ambiente che non si accontenta mai. I punti di distanza dai brianzoli sono addirittura undici – anche se il Pontedera deve recuperare la gara con il Lecco, mercoledì 11 dicembre alle 18.30 al Mannucci -, ma quella dei granata non è una rincorsa sulla capolista. È molto di più. A chiarire il concetto ci pensa il capitano, Andrea Caponi: «A Siena abbiamo ottenuto una grande vittoria. Il nostro obiettivo è rimanere tra le prime, ma sappiamo che il girone di ritorno è un campionato a parte. La nostra forza? Cercare sempre di superare i nostri limiti. Dobbiamo continuare con questa mentalità, perché servirà uno sforzo incredibile per proseguire nel sogno».

Il 15 dicembre il Monza sarà al Mannucci, in quello che si preannuncia a tutti gli effetti il big match del girone A di Serie C. I biancorossi hanno alle spalle la proprietà Berlusconi, vantano nella dirigenza Adriano Galliani e hanno un budget pressoché illimitato a disposizione per battere la concorrenza e salire in B.

Una realtà lontana anni luce da quella del Pontedera. I granata puntano tutto sull’aspetto umano del calcio.

Sull’affiatamento, sulla solidità dello spogliatoio, sulla fame di vittorie. Guidati in panchina da un allenatore, Ivan Maraia, che fino al maggio del 2017, quando è diventato allenatore del Pontedera, non aveva mai allenato nei professionisti. Ex centrocampista di fisico e corsa, Maraia - bandiera granata degli anni Novanta - ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza. Il Pontedera lotta, rincorre…e vince.

«Ai ragazzi dico sempre che il “noi” deve venire prima dell’ “io”. Facciamo bene se restiamo uniti - dice – . A Siena ho effettuato cinque sostituzioni perché sapevo che chi sarebbe entrato dalla panchina avrebbe dato il massimo. E così è stato. Abbiamo orgoglio e carattere. La classifica non mi interessa, finora abbiamo sempre pensato di partita in partita. Fino a che continueremo a farlo avremo grosse possibilità di fare risultati importanti». L’etichetta di rivelazione del campionato, però, porta con sé anche dei rischi. Perché i giocatori del Pontedera cominciano a piacere seriamente a top club di Serie C, e addirittura anche a società di B. Per questo i tifosi guardano al mercato di gennaio con un pizzico di timore. Ma il presidente Boschi tranquillizza tutti: «Il mercato lo segue il direttore generale Paolo Giovannini, di cui ci fidiamo ciecamente. Al momento non c’è alcuna richiesta per i nostri calciatori, sarebbe assurdo vendere qualcuno a gennaio in questa situazione di classifica». —

 

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