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Non esiste più il sentiero per amanti di mountain bike
Il Pratone era stato creato da tanti volontari, ora è sepolto da vegetazione e rifiuti «Distrutto durante il taglio del bosco». Il sindaco: servono attenzione e controlli
CASTELNUOVO VALDICECINA. È andato praticamente distrutto Il lavoro di tanti volontari, amanti della mountain bike e del contatto con la natura che solo le “uscite” nei boschi in bicicletta sanno offrire. Il sentiero Pratone, infatti, non esiste più. È sepolto sotto rami, vegetazione e rifiuti dopo il taglio degli alberi senza considerare quella strada larga un metro che tanti appassionati delle due ruote, tra cui anche numerosi turisti, aveva fatto divertire.
La denuncia arriva dall’Mtb Castelnuovo che, sulla pagina Facebook dell’associazione, ha pubblicato foto eloquenti di quanto accaduto. «Era costato non poca fatica e sforzi per la manutenzione ordinaria, tutto effettuato e sostenuto da volontari per il bene di tutti – si legge sul social network – Da 3 anni circa non esiste più. Noi siamo i primi a portare rispetto, sopratutto a chi lavora, ma purtroppo non riceviamo lo stesso trattamento, e così facendo non aiuta sicuramente la vita del paesello e l’interesse comune».
Parole dure e amare, mentre il sindaco Alberto Ferrini spiega che si tratta di «una situazione delicata, visto che il sentiero è inserito nella sentieristica comunale ma su terreno privato. Il taglio del bosco è legittimo, anche se servirebbe più attenzione da parte delle ditte che ottengono la concessione di operare in quelle aree dai proprietari e occorrerebbe anche maggiore controllo da parte dei carabinieri forestali».
Il tema è complesso, ma riguarda un po’ tutta la Valdicecina che punta a diventare anche una meta turistica per chi ama fare sport nei boschi. Il sentiero Pratone, infatti, è stato da poco inserito nella Rete escursionistica toscana (Ret), mentre l’area di Castelnuovo è interessata dal progetto legato agli Etruschi che collega Volterra a Piombino e che prevede la creazione d’itinerari a tema su questo asse. Se non ci sarà collaborazione da parte di tutti sarà difficile portare avanti questa operazione.
«L’idea è di investire in un ambito che va dai soggiorni per chi ama camminare nei boschi, ma anche per chi è appassionato di sport in questi ambienti – riprende Ferrini – La mountain bike è uno di questi e l’esempio del Pratone è emblematico. Tanti volontari hanno lavorato a lungo per renderlo fruibile a tutti. Poi, però, è mancata l’accortezza di salvaguardarlo durante le operazione di taglio delle piante. Un peccato a cui cercheremo di porre rimedio. Ma la necessità di coordinamento tra chi lavora nei boschi e chi cerca di valorizzarli in chiave ambientale, turistica e paesaggistica è ormai evidente». —
A.Q.
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