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«Ero terrorizzata ci teneva d’occhio fin da Pontedera»
Parla la giovane di Cascina che era con il 19enne rapinato «Il mio amico ha il segno del coltello sul collo»
CASCINA. Con il tempo probabilmente dimenticheranno l’accaduto. Ma non sarà facile. Sono stati minacciati sul treno: uno sconosciuto li ha prima tenuti d’occhio per un po’ e poi ha rapinato del telefono uno studente di 19 anni, di Pisa, che era insieme all’amica di Cascina.
«Forse il rapinatore è salito a Pontedera – racconta la giovane, mi ero spaventata per come mi guardava in modo insistente. Quando il treno si è fermato a Cascina, lui è venuto contro di noi. Io l’ho visto bene, invece il mio amico è stato colpito alle spalle. Gli ha messo la lama del coltello sul collo». Momenti di grande paura. Difficile immaginare le reazione di uno che all’improvviso tira fuori un coltellaccio e grida. «Dammi il cellulare, dammi il cellulare». Lo studente non ha neppure provato a fare resistenza. «È successo tutto in pochi istanti – aggiunge la studentessa – poi le porte si sono aperte e lui è sceso, non lo abbiamo più visto».
La capotreno lo ha incrociato mentre il giovane si dava alla fuga e brandiva il coltello. Era l’inizio di una notte di follia per il marocchino, autore di una seconda rapina, poche ore dopo e bloccato dai carabinieri.
L’allarme non è stato dato subito. I due studenti sono tornati a casa e hanno raccontato quello che era successo. A quel punto i genitori li hanno accompagnati a denunciare. «Siamo scesi a Navacchio, racconta la giovane e in serata siamo stati dalla Polfer a Pisa. In quel momento non era possibile fare la denuncia ma abbiamo raccontato quello che era successo sul treno».
La ragazza è convinta che il rapinatore li avesse in qualche modo adocchiati già a Pontedera. «Inizialmente lui si era avvicinato a me per spaventarmi. Quando poco dopo ho visto il coltello ero terrorizzata, per fortuna dopo che ha preso il cellulare ci ha lasciato in pace. Ho temuto che volesse altro».
Il fatto è avvenuto a Cascina, nel pomeriggio di mercoledì, alle 19, 30.
La vittima è figlio di genitori filippini che vivono a Pisa da tanti anni. L’unica cosa che potrebbe avere in comune con il rapinatore è che sono coetanei e che entrambi sono stranieri di seconda generazione, figli di immigrati.
La stessa notte il rapinatore ha aggredito e rapinato un’altra donna sul treno. Quando è stato fermato dai carabinieri della compagnia di Pontedera non c’erano più le condizioni per arrestarlo. Particolare questo che non è facile da spiegare a chi si è sentito minacciato e poi è stato derubato.
Se la borsa e il portafoglio sottratti alla donna della seconda rapina sono stati trovati dai carabinieri, del cellulare non c’è alcuna traccia.
Il rapinatore probabilmente, salito sul treno regionale dopo essere sfuggito ai controlli, ha fatto in tempo a venderlo. –
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