Il Tirreno

Pontedera

dinastia di ciclisti 

Si ritira l’ultimo dei Mori, in 200 alla festa-evento

Stasera a Cigoli tanti big del pedale, tifosi in arrivo anche dal Giappone dove Manuele vinse una corsa nel 2007

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SAN MINIATO. Arriveranno addirittura dal Giappone per festeggiarlo, ora che ha deciso di appendere la bicicletta al chiodo: stasera sarà una serata speciale per Manuele Mori, l’ultimo ciclista professionista della dinastia Mori di San Miniato; dopo il padre Primo (vincitore di una tappa al Tour) e il fratello Massimiliano – gregario di Mario Cipollini – anche l’ultimo esponente di questa famiglia “su due ruote” ha detto basta col ciclismo professionistico, adesso che ha 39 anni. E i suoi amici stasera lo festeggeranno al circolo Arci di Cigoli, a due passi dalla sua casa di Molino d’Egola: sono attesi Alberto Bettiol (vincitore del Fiandre 2019), Diego Ulissi (suo compagno di squadra alla Uae), Kristian Sbaragli (vincitore di una tappa alla Vuelta 2015), Fabio Sabatini (Deceuninck-Quick Step, il team di Julian Alaphilippe e del fenomeno Remco Evenepoel) e tanti ex ciclisti e dirigenti che hanno conosciuto Mori.

Ci sarà pure un gruppetto di giapponesi, perché Mori nel 2007 vinse la Japan Cup, la sua vittoria più importante; da allora questi tifosi lo hanno seguito sempre nelle sue corse in giro per il mondo, sobbarcandosi viaggi lunghissimi, a dimostrazione che lo sport più di ogni altra cosa abbatte i confini. Mori, da par suo, ha disputato anche 14 grandi giri (Tour, Vuelta e Giro d’Italia) e 38 classiche monumento. Quest’ultimo è un piccolo-grande primato, visto che è il ciclista italiano ad aver partecipato complessivamente a più Milano-Sanremo, Parigi-Roubaix, Liegi-Baston-Liegi, Giro delle Fiandre e Giro di Lombardia. La sua carriera di gregario sempre pronto a dare l’anima è stata costellata da due rapporti professionali molto lunghi: prima con la squadra spagnola Saunier-Duval (2004-2008) e poi con l’italiana Lampre, che nel 2017 diventa Uae Emirates Team.

Nato come passista veloce con un’ottima resistenza sulle salite brevi, una volta passato alla Lampre capisce che il suo futuro è da gregario, nel prendere vento al posto del capitano che deve vincere la corsa. Così facendo Mori diventa un pilastro del gruppone, il grande vecchio a cui portar rispetto perché ne ha viste e vissute di ogni tipo. Un po’ come il fratello maggiore Massimiliano, più vecchio di sei anni che con Manuele ha corso a fine carriera quando entrambi indossavano il completino blu e rosa della Lampre. Entrambi hanno avuto come maestro d’eccezione il padre Primo, che nel 1970 vinse la tredicesima tappa della più importante corsa del mondo: il Tour de France. Una famiglia che – va da sé – ha mangiato pane e ciclismo da 75 anni a questa parte. Per chi volesse partecipare alla cena-festa per Mori (alle 20.30) c’è a disposizione il numero 347 3791491. Al momento sono previste già 200 persone per “L’ultimo dei Mori”. Sempre che il giovane figlio di Massimiliano non decida di ripercorrere le orme del nonno, del padre e dello zio e scelga il faticoso ma epico mondo delle corse a due ruote. Di sicuro, qualora volesse in famiglia troverebbe un tesoro inestimabile di esperienze a cui ispirarsi. —

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