Il Tirreno

Pontedera

il ciclo d’incontri “crescita ad ostacoli” 

Disturbi autolesivi dei giovani, come cogliere le prime cause

Tommaso Silvi
Disturbi autolesivi dei giovani, come cogliere le prime cause

Il delicato argomento è stato trattato dalla neuropsichiatra infantile Maria Mucci in un affollato dibattito svoltosi nell’auditorium Fonte Mazzola di Peccioli

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PECCIOLI. I disturbi auto-aggressivi sono quei comportamenti autolesivi che possono sfociare anche in veri tentativi di suicidio, un fenomeno purtroppo molto diffuso tra gli adolescenti. A parlarne di fronte a una sala gremita di genitori, insegnanti e cittadini è stata Maria Mucci, neuropsichiatra infantile e responsabile dell’Unità operativa di emergenza psichiatrica della fondazione Stella Maris di Calambrone, nel terzo appuntamento del ciclo di incontri “Crescita ad ostacoli“, per parlare dei rapporti fra genitori e figli in età adolescenziale e di tutte le nuove emergenze. Gli incontri sono rivolti alle famiglie degli alunni dell’istituto comprensivo statale “Fra’ Domenico” di Peccioli e Palaia.

L’incontro si è svolto all’auditorium Fonte Mazzola, a Peccioli, e si è aperto con i saluti del sindaco, Renzo Macelloni, che ha dichiarato la sua soddisfazione. Il preside, Gianluca La Forgia, ha ribadito: «L’adolescenza è veramente un periodo importante molto bello, ma anche pieno di ombre di cui gli adulti molte volte non si accorgono». Il presidente della Stella Maris, Giuliano Maffei, ha sottolineato l’importanza e il ruolo dei genitori nel comprendere i propri figli. «In età pre e adolescenziale l’autolesionismo non suicidario è divenuto un motivo di frequente richiesta di consultazione in ambito clinico - spiega Mucci - e costituisce un fenomeno in continua espansione».

Il picco d’insorgenza di queste condotte viene generalmente collocato tra i 13 e i 15 anni. Purtroppo il limite di età si sta progressivamente abbassando e la sua diffusione nella popolazione giovanile (tra il 15% ed il 30%) sta aumentando, anche per l’effetto dei social. «Inoltre - ha proseguito la neuropsichiatra - il legame con l’ideazione e le condotte suicidarie rendono l’autolesività cosiddetta non suicidaria un possibile esordio di traiettorie evolutive con rilevanti aspetti psicopatologici in cui si intrecciano disturbo dell’umore, impulsività e discontrollo emozionale. Il suicidio risulta essere a livello mondiale la seconda causa di morte nella fascia di età fra i 15 e i 29 anni».

Di fronte a questi comportamenti cosa possono fare genitori e insegnanti? «Possono fare molto già a livello di prevenzione primaria - prosegue Mucci - nel tentare di influire sulle circostanze in grado di determinare la comparsa di problemi psicologici e comportamentali che possono iniziare con segnali minimi di malessere e sfociare in un’ideazione suicidaria. Ancor più importante è la stretta collaborazione con i servizi specialistici e altre agenzie territoriali formative ed educative».

«I giovani non hanno maturità emotiva e per cui non bisogna smettere di accompagnarli. Gli adulti – conclude la dottoressa - non devono mai rinunciare al proprio ruolo, ne hanno bisogno i nostri adolescenti». —

Tommaso Silvi

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