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Pontedera

il caso 

Raffica di solleciti per la Tari a Pontedera ma potrebbe esserci un errore

Pietro Mattonai
Ancora polemiche per la tassa sui rifiuti a Pontedera
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Ancora polemiche per la tassa sui rifiuti a Pontedera

Fioccano le lamentele dei cittadini, che dicono di aver già pagato gli importi richiesti: gli anni di riferimento, ora sotto esame, vanno dal 2015 al 2019

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PONTEDERA. Come spesso accade nel mondo iperconnesso dei social, la denuncia vola attraverso Facebook ancor prima che nel mondo reale. Per Pontedera, naturalmente, il canale privilegiato non può che essere quello di “sei di Pontedera se”, dove viene lanciato i primo sasso: una bolletta sui rifiuti – la famosa Tari – arrivata poco più di una settimana fa nella cassetta della posta. Ma l’anno di riferimento è il 2015, e non il 2019. A cascata, altri utenti lamentano lo stesso problema con date diverse, ma comunque vecchie di qualche anno. Cos’è successo, dunque?

LA QUESTIONE

L’arco temporale dei cittadini che riportano il proprio caso spazia tra il 2015 e il 2018. Alcune rate della Tari, da quel che si può leggere sul social, sarebbero tornate al mittente, come se non fossero state mai pagate. Oltre alle domande su cosa possa essere successo, scatta la ricerca alle ricevute di pagamento: c’è chi non le trova più causa trasloco, chi è sicuro sulla fiducia e chi, invece, le ha già tirate fuori dal cassetto. Ma c’è addirittura chi protesta per una Tari che nemmeno dovrebbe pagare, avendo cambiato casa e fatto le dovute volture. Sembrerebbe, quindi, un vero e proprio bug del sistema, per rimanere in ambito informatico.

AL LAVORO

Il tam-tam che si crea in poco tempo attira l’attenzione dell’assessore all’Ambiente Mattia Belli, sempre pronto a fornire informazioni e spiegazioni anche attraverso i social. «Sul tema stiamo facendo fare delle verifiche, più di un cittadino mi ha inviato questa segnalazione – si può leggere nella sua risposta – i calcoli specifici di molti di questi solleciti non ci tornano: vi daremo comunicazione ufficiale in merito». Dunque, l’amministrazione, con il sindaco Matteo Franconi e Belli, si è attivata per dare una soluzione rapida a questo strano evento. «Stiamo lavorando e valutando con attenzione – dice Belli – appena definiremo con l’azienda, lo faremo sapere ai diretti interessati». Dunque, per chi si è visto recapitare una raccomandata che richiede il pagamento di alcuni arretrati ma è sicuro di aver regolarmente saldato, sarà probabilmente necessario aspettare ancora qualche giorno per capire come muoversi e risolvere, senza patemi, la questione.

QUALE CAUSA?

Resta ancora da comprendere, però, quale sia l’errore che ha spinto Abaco – l’azienda di Padova che si occupa del servizio di riscossione della Tari per conto del Comune di Pontedera dal primo gennaio 2017 – a sollecitare alcuni cittadini a pagamenti che, a quanto pare, sono in realtà già stati effettuati. Naturalmente, chi ha conservato la propria ricevuta di pagamento non avrà alcun tipo di problema. Ma cosa può essere accaduto? Un’ipotesi è stata sollevata proprio sullo stesso post di denuncia. L’azienda, nel fare il conteggio dei tributi versati o meno, potrebbe non aver considerato le detrazioni che vengono garantite a coloro i quali conferiscono i rifiuti all’isola ecologica. Un cittadino, infatti, spiega come gli sia stato richiesto il pagamento di una somma del 2015 che coincide perfettamente con quella detratta dall’azienda stessa per le agevolazioni dell’isola ecologica. —

Pietro Mattonai
 

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