«Quell’impianto danneggia il nido delle cicogne»
Italia Viva chiede al Comune di rivedere il progetto vicino a via della Querciola «Chiediamo che ci sia un ripensamento»
FUCECCHIO. Arriva un “No” che fa rumore al progetto di realizzare un impianto di frantumazione inerti vicino al nido delle cicogne di via della Querciola.
L’associazione Italia Nostra (sezione Medio Valdarno Inferiore) ha invitato l’amministrazione comunale a ripensarci e a non autorizzare l’impianto (di proprietà di un privato e su un terreno privato). «Premesso che – scrive l’associazione – al momento non siamo a conoscenza di requisiti d’ordine legale che possano impedire la suddetta edificazione rispetto alla posizione del nido in questione e che non possiamo prevedere la reazioni degli animali rispetto al disturbo che sicuramente creerà tale impianto, la riflessione che viene da porsi è la seguente: erano state prese, negli anni, una serie di iniziative volte ad assecondare il ritorno e favorire uno stanziamento tranquillo nel luogo del nido. Perché, fra tutte le possibilità esistenti, si va a scegliere proprio una posizione come questa per tale impianto? Visto che il rischio di creare disturbo ed allontanare di conseguenza le cicogne è reale e che trattasi di zona, quella in questione, ancora relativamente vicina all’area del Padule (per cui, giustamente si parla di mirare sempre alla massima tutela) non sarà il caso di individuare un’altra area per la costruzione dell’impianto?».
Da qui la richiesta di ripensarci: «Confidiamo che, oltre agli esiti della valutazione d’impatto ambientale, prevista dal Comune, si arrivi a un ripensamento, frutto di una certa sensibilità verso questi docili animali ormai adottati a tutti gli effetti da Fucecchio».
Contro il progetto - che doveva passare dal consiglio comunale per adeguare le “condizioni” urbanistiche dell’area - hanno votato anche Lega, Forza Italia e 5 Stelle e non è esclusoche si mobilitino le associazioni ambientaliste. Le cicogne sono un simbolo, al netto del diritto di un privato di organizzare come meglio crede la propria attività produttiva. —
Marco Sabia
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