«Meglio in carcere che stare in casa con mamma e papà»
La singolare richiesta di un operaio al momento della convalida dell’arresto per evasione dai domiciliari. Resta al Don Bosco di Pisa
SANTA CROCE SULL’ARNO. «Non voglio tornare a casa. Preferisco stare in carcere che con i miei genitori».. La richiesta di un operaio conciario di 39 anni al gip Donato D’Auria è stata esaudita dal giudice che ha convalidato l’arresto in carcere dopo una latitanza - era scappato dai domiciliari - durata un tempo utile per far scattare di nuovo le manette.
Un’invocazione singolare che di solito la cronaca finora aveva raccontato nei contesti coniugali. Il marito che non sopporta la moglie e sceglie la cella come “residenza” preferibile alla convivenza con la donna non più sopportabile.
Stavolta è diverso. L’arrestato si trovava agli arresti domiciliari nella casa dei genitori a Santa Croce sull’Arno per un furto commesso a Empoli a ottobre.
Una permanenza che non è stata gradita dal 39enne, sempre più in sofferente e facile al litigio con mamma e papà.
Una convivenza forzata e fastidiosa dalla quale l’uomo si è liberato uscendo dall’abitazione senza alcun permesso. Di qui la condizione di evaso che si è protratta per diversi giorni.
Un latitante in piena regola che i carabinieri hanno poi rintracciato in un affittacamere di Pontedera.
Si era registrato con il proprio nome e al momento di fornire le segnalazioni alle forze dell’ordine da parte del gestore della struttura, all’identità dell’ospite è seguita la visita dei carabinieri di Santa Croce sull’Arno.
Il 39enne ha chiesto subito di non tornare ai domiciliari per questioni di rapporti incrinati con i genitori. E da sabato è al Don Bosco.
Ieri ha ribadito la sua posizione anche di fronte al giudice nell’udienza di convalida conclusa con la custodia in carcere. Meglio la cella di vivere in casa con mamma e papà.—
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