Il presidio
Capitale della cultura, bando ok Danti: facciamo come Matera
Dal ministero il documento atteso da tempo con le linee guida per candidarsi Il sindaco Santi: è l’occasione per un piano regolatore del turismo per il futuro
VOLTERRA. Dopo tanta attesa, il momento clou è arrivato. Il ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact) ha pubblicato il bando per le candidature a capitale italiana della cultura. È il via ufficiale alla corsa di Volterra per questo prestigioso titolo in vista del 2021. «Finalmente è arrivato il bando – ha detto l’assessore alle culture, Dario Danti –. Lo aspettavamo alla fine di novembre, ma credo che abbiamo le carte in regola per arrivare fino in fondo e provare a imitare Matera che per tutti era un centro troppo piccolo per vincere il titolo di capitale europea della cultura e ha problemi infrastrutturali, simili a quelli della Valdicecina».
Il primo step sarà il 16 dicembre, quando dovrà essere presentata la manifestazione d’interesse. Entro il 2 marzo è atteso il dossier della candidatura con all’interno il progetto culturale; l’organo incaricato dell’elaborazione e della promozione del progetto, della sua attuazione e del monitoraggio dei risultati; una valutazione di sostenibilità economico-finanziaria; gli obiettivi perseguiti.
Se arriveranno numerose candidature, sarà effettuata una preselezione, mentre entro il 30 aprile sarà annunciata la lista di dieci progetti finalisti. È prevista anche una presentazione pubblica al Collegio Romano del Mibact, mentre entro il 10 giugno sarà assegnato il titolo di capitale italiana della cultura 2021.
«Questa candidatura è l’occasione per creare una sorta di piano regolatore della cultura e del turismo a Volterra – ha sottolineato il sindaco Giacomo Santi – al di là del successo o meno della nostra città. È una occasione davvero importante per tutti noi».
Ora è il momento forse più delicato, quello dell’organizzazione e di stabilire chi fa cosa e soprattutto i tempi. «Sarà importante puntare su partecipazione e creazione di modelli culturali per valorizzare il territorio», afferma Danti, mentre il direttore del museo Guanacci di Volterra, Fabrizio Burchianti guarda alla candidatura come a «una impresa difficile, ma al tempo spesso molto stimolante». Del resto, secondo il direttore del centro etrusco, «Volterra ha tutte le carte in regola per giocarsela con chiunque, vista la varietà e complessità del prodotto culturale. La dimensione della città può essere un ostacolo, ma la ricchezza di quanto può offrire e le idee che verranno messe in campo possono fare davvero la differenza».
Secondo Armando Punzo, che dirige la Compagnia della Fortezza, composta dai detenuti attori, la candidatura sarebbe «un importante riconoscimento per una città che, negli anni, ha fatto scelte importanti, non snaturandosi, ma crescendo sotto tanti punti di vista. Credo che se alla tradizione verrà abbinata l’innovazione, le chance di vittoria aumenteranno. È uno dei temi del bando, così come l’inclusione sociale e la proposta di eventi per dodici mesi che portino visitatori tutto l’anno. È una bella opportunità e se verremo chiamati daremo la disponibilità a lavorare insieme». —
Andreas Quirici
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