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Violenza sulle donne, da gennaio in 147 ai centri di ascolto

Marco Sabia
Violenza sulle donne, da gennaio in 147 ai centri di ascolto

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FUCECCHIO. Dal primo gennaio a oggi ben 147 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza dell’associazione Frida per chiedere aiuto a seguito di episodi di violenza (fisica o psicologica); si tratta di donne di tutte le età (anche giovanissime), che hanno ricevuto supporto dagli sportelli di ascolto di Fucecchio, San Miniato, Santa Croce, Castelfranco e Montopoli. Un dato simile allo scorso anno - 155 le donne che hanno usufruito di questo supporto - ma che diventa ancor più preoccupante se si pensa che anche ragazzine di 14-17 anni (sostenute dai genitori) hanno chiesto aiuto.

I dati sono stati diffusi ieri durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne a Fucecchio. Ma prima di elencare le (lodevoli) iniziative, sono i dati a parlare da soli: nel 2018 sono state 155 le donne che hanno chiesto aiuto, l’ottanta per cento delle quali italiane e residenti nel comprensorio del cuoio o nell’empolese. Senza contare i figli - 120 - che a loro volta sono finiti nella spirale di violenza denunciata dalle madri. E l’anno in corso non ha portato certo un miglioramento: nel primo semestre del 2019 ben 98 donne si sono rivolte agli sportelli Frida, arrivando a 147 col dato aggiornato a ieri.

Purtroppo si aggiunge un’altra piaga: il coinvolgimento - per la prima volta sul territorio - di ragazzine tra i 14 e i 17 anni e l’aumento di quelle tra i 18 e i 25 anni.

Ma perché si rivolgono ai centri di ascolto con la famiglia? A spiegarlo è l’operatrice di Frida, Eva Rizzo: «Queste giovani donne raccontano di violenze in famiglia, di rapporti malati coi loro primi fidanzatini, dove la privazione e la limitazione della libertà sembrano la normalità. Raccontano di subire minacce e privazioni, che purtroppo spesso vengono scambiate come una dimostrazione di affetto: il ragazzo che ti obbliga a non andare in discoteca diventa un fidanzato che lo fa per te, perché ci tiene. Ma non è assolutamente così. Per non parlare, poi, dei tentativi di adescamento tramite i social network».

Gli eventi di sensibilizzazione andranno avanti a Fucecchio fino al 13 dicembre: mercoledì al mercato le donne dello Spi-Cgil alle 10 distribuiranno sacchetti del pane con messaggi anti violenza; il 24 novembre alle 10, preghiera per le vittime di femminicidio in Collegiata; il 30, inaugurazione della panchina rossa ai Giardini Bombicci (alle 15,30) realizzata da Io Amo Fucecchio, Banca del Tempo e centro giovani; sabato 7 dicembre spettacolo gratuito “Senza Voce” al Pacini (alle 10) grazie alla compagnia teatrale “No, Grazie”, dedicato alle scuole; il 13 dicembre alla Tinaia incontro con l’autrice di “Cosa faremo da grandi? ” Irene Biemmi (alle 18). —

Marco Sabia

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