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I numerosi lati oscuri dell’adolescenza: ciclo d’incontri per capire
peccioli. I lati oscuri, inesplorati e apparentemente inspiegabili dell’adolescenza.
Su questi ci si interroga a Peccioli, dove stasera viene inaugurato un percorso conoscitivo e di approfondimento riservato a tutte le famiglie della Valdera, che avranno, in quattro occasioni, a disposizione il supporto e i consigli preziosi di esperti e professionisti della Fondazione Stella Maris.
L’iniziativa fa parte di una importante intesa triennale raggiunta tra l’amministrazione comunale di Peccioli e l’Irccs Fondazione Stella Maris per avviare un percorso di collaborazione che da un lato si traduce in iniziative a favore della comunità di Peccioli e dell’intera Valdera e dall’altro sostiene la Stella Maris per la realizzazione del nuovo ospedale a Cisanello.
Sarà la dottoressa Annarita Milone, neuropsichiatra infantile, ad aprire, stasera, alle 21.15, il ciclo di conferenze organizzate agli Spazi dell’Anfiteatro Fonte Mazzola a Peccioli (nella foto). L’esperta parlerà alle famiglie de “Le condotte dirompenti e aggressive in adolescenza”.
«L’adolescenza – spiegano dalla Stella Maris – è un periodo della vita di elevata vulnerabilità psicopatologica a causa dei fisiologici e rapidi cambiamenti strutturali legati alla neurobiologia e allo sviluppo fisico e mentale. In questa fascia di età la presenza di elevati livelli di impulsività e di disregolazione emozionale, nonché la sensazione di scarsa appartenenza (molto critica in adolescenza data la fondamentale importanza della esperienza di affiliazione e appartenenza al gruppo sociale dei coetanei) e la sensazione di solitudine derivante possono rappresentare una fonte di instabilità e di vulnerabilità, se entrano in risonanza (negativa) con un contesto esterno (familiare, educativo, sociale) non favorevole, ostacolando il bisogno di affermazione della propria identità. È necessario un congruo tempo e una preparazione adeguata delle figure adulte di confronto perché l’adolescente possa integrare, attraverso la sperimentazione e la conoscenza di sé, dimensioni diverse della propria personalità e costruire nuove modalità relazionali. In quest’ottica diviene molto importante in adolescenza fare prevenzione, implementando la capacità degli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, tutor sportivi o educatori) di cogliere le fragilità e le potenzialità evolutive dei singoli nonché i segnali di disagio emotivo o di criticità comportamentale e avere strumenti per fornire un “primo soccorso” e accompagnare l’adolescente, ove si colgano indicatori di rischio, a percorsi specialistici di aiuto». —
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