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Tracce di amianto in Comune, ansia per i dipendenti L’Asl: fate altre analisi

Nilo Di Modica
Tracce di amianto in Comune, ansia per i dipendenti L’Asl: fate altre analisi

Il materiale nocivo trovato nel pavimento al secondo piano Secondo gli accertamenti è “salvo” l’asilo nido di Ponticelli

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SANTA MARIA A MONTE. «Nessun rischio per la salute». Liquidava così la sindaca Ilaria Parrella appena un mese fa i timori sulla presenza di amianto in alcune parti del palazzo comunale di Santa Maria a Monte e in altri edifici pubblici.

Le analisi, almeno ai primi rilievi effettuati in estate, avevano dato adito ad una lettura senza allarmismi. Ma poche settimane dopo, invece, la vicenda si scontra con nuovi accertamenti e ulteriori analisi, effettuati prima su richiesta del Comune, ma caldeggiati anche dall’Asl. È ormai certa, infatti, la presenza dell’ex materiale da costruzione almeno nel secondo piano dell’edificio.

Campioni prelevati dal linoleum che ricopre tutto il piano (dove si trovano l’ufficio urbanistica, il servizio informativo territoriale ed i lavori pubblici) effettuati nei primi giorni di ottobre da una ditta aretina, hanno dato riscontro positivo per alcuni dei locali, costringendo l’ente a una giravolta nelle sue valutazioni, con tutti i procedimenti in autotutela annessi e connessi in termini di sicurezza dei dipendenti comunali, che ogni giorno vivono in quegli ambienti una bella fetta della loro giornata.

Oltre al linoleum, la presenza di amianto sarebbe stata trovata anche nella colla per fissare il materiale.

Rilevazioni, quelle di ottobre, importanti, ma non esaustive. Stando agli addetti dell’Asl, infatti, le metodologie adottate per le analisi fatte effettuare dal comune (modalità Mocf, microscopia ottica in contrasto di fase) non sarebbero più adeguate ai tempi per una valutazione chiara della situazione, che prenda in considerazione tanto le strutture, quanto la salubrità dell’ambiente in sé, ovvero quello interno agli uffici, compresa l’aria che vi si respira.

L’amianto in pratica c’è, ma adesso si deve capire se la sua presenza nei materiali strutturali, abbia compromesso a tal punto l’ambiente da rappresentare un problema per l’aria all’interno dell’edificio.

C’è in pratica da capire se le sostanze sono compromesse dal tempo al punto da rilasciare fibre nell’ambiente, vero pericolo connesso all’amianto.

Una tecnologia a disposizione di nuova generazione, la microscopia elettronica a scansione (Sem), sarebbe al centro delle analisi e degli ulteriori accertamenti richiesti quindi dall’Asl, che adesso vuole vederci chiaro anche sulla qualità dell’aria.

Se l’esito di queste ultime analisi dovesse risultare positivo, il Comune di Santa Maria a Monte si troverebbe di fronte a una bella gatta da pelare sull’aspetto della sicurezza nel luogo di lavoro. La prospettiva sarebbe quella di probabili prescrizioni che, a quel punto, le autorità sanitarie emetterebbero nei confronti di chi ha responsabilità al personale (il sindaco) a cui l’ente dovrà ottemperare nel giro di pochi mesi, al netto dei disagi che questo potrebbe comportare per la funzionalità degli uffici coinvolti.

Dagli ultimi accertamenti, fortunatamente, non sarebbe emersa invece la presenza di fibre di amianto in altri edifici di proprietà comunale, come l’asilo nido di Ponticelli. —

Nilo Di Modica

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