Il presidio
Prime ammissioni dell’uomo indagato per la morte di Erik
MONTOPOLI. Il processo che dovrebbe servire a fare luce sulla morte di Erik Sanfilippo è fissato per il 7 novembre. Le cause della morte del giovane sono abbastanza chiare e sarebbero legate al consumo di sostanze avvenuto in casa di Gerardo Rossi, un italiano che vive a Londra e che era amico del ragazzo italiano. Rossi è stato rinviato a giudizio con l’accusa di occultamento di cadavere. L’indagato in questi mesi avrebbe fatto le prime ammissioni, avrebbe detto che il 23enne di Montopoli si è sentito male a casa sua e che lui, preso dalla paura della polizia o di venire accusato, avrebbe messo il cadavere nel cassonetto dove poi è stato trovato, nel pomeriggio dell’11 maggio scorsi. Rossi che ha 52 anni e vive a Londra da tempo anche se non ha un lavoro vero e proprio, è stato indagato dalla polizia britannica per il caso che, comunque. È stata Scotland Yard, nei giorni successivi alla disgrazia, a rendere noto che l’italiano indagato era sospettato, però, di occultamento di cadavere, e non di omicidio. Erik Sanfilippo, cameriere di 23enne originario di Marti, è stato trovato senza via in un cassonetto in un giardino semi abbandonata del quartiere di Islington, a nord della città, non lontano dall’Emirates Stadium dell’Arsenal. –
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