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Crollo del tetto, sono dieci le persone ancora sfollate

Giulia Zamponi
Crollo del tetto, sono dieci le persone ancora sfollate

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PONSACCO. “Come ordinato dai vigili del fuoco di Pisa è vietato l’accesso all’immobile per motivi di sicurezza”: così si legge su un foglio attaccato al muro di via Ricasoli, 22 a Ponsacco. Stabile dove, nel pomeriggio di lunedì si è verificato il crollo di una trave del tetto sul solaio sottostante, e per questo motivo gli occupanti sono stati fatti evacuare.

L’edificio interessato è a tre piani con cinque appartamenti nel centro storico della cittadina. Nella palazzina abitano due nuclei familiari, in tutto sette persone, che erano in casa al momento del crollo e hanno dato l’allarme. Quattro adulti ed un bambino di due anni al terzo piano, una donna incinta ed il suo compagno al secondo. Fortunatamente non si sono registrati feriti tra di loro, in quanto il controsoffitto ha retto il colpo della trave. I vigili del fuocohanno esaminato la situazione e messo in sicurezza l’area. A causa dell’instabilità della palazzina, in quanto la parte rimasta, adesso in bilico, può sempre sfondare gli altri due solai e collassare, sono stati fatti evacuare non solo gli abitanti di via Ricasoli 22, ma per precauzione anche le tre persone che abitano la palazzina adiacente, al numero 24, non in stato ottimale. Quindi gli sfollati, in tutto dieci, non sono potuti rientrare nelle loro abitazioni per trascorrere la notte.

L’assessore alle politiche sociali David Brogi ha parlato di «tragedia sfiorata”»e si è attivato per risolvere la situazione, per trovare una sistemazione per i due nuclei familiari. «Gli occupanti di via Ricasoli 22 hanno trovato sistemazione per la notte scorsa in albergo», chiariscono dal Comune. Nella serata di ieri, Ludovico Unico, con la moglie Annamaria Morelli e il figlio Michele, che abitano al numero 24, sono stati convocati in Comune dall’assessore e dopo una riunione, sono andati a passare la notte da amici, che li hanno ospitati. “Non abbiamo avuto aiuti dal Comune –racconta Annamaria Morelli- , abbiamo dovuto provvedere alla sistemazione a spese nostre. Mi hanno buttato fuori da casa mia con la febbre, non ce la facevo nemmeno a stare in piedi». Al momento non è dato sapere per quanto tempo si protrarrà la situazione e quando gli evacuati potranno rientrare nelle loro abitazioni. La palazzina è in custodia giudiziaria ed è di proprietà di una banca. —

Giulia Zamponi



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