Il Tirreno

Pontedera

 nell’area dell’ex saffa 

Cucina da incubo: l’Asl chiude un ristorante a Fucecchio

Marco Sabia
Alcuni mezzi delle forze dell’ordine parcheggiati ieri mattina in piazza Montanelli prima del blitz
◗
Alcuni mezzi delle forze dell’ordine parcheggiati ieri mattina in piazza Montanelli prima del blitz

Task-force con 25 agenti tra polizia, carabinieri, finanza e municipale: trovati alimenti non tracciati e mal conservati, cibo sequestrato anche in un tomaificio

3 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Alimenti (di origine animale e non) conservati nella maniera sbagliata, assenza totale di tracciabilità dei prodotti in questione. Risultato: ristorante chiuso dai tecnici della Asl Toscana Centro, che martedì 22 ottobre hanno controllato quattro aziende cinesi che insistono nell’area dell’ex Saffa di via Dante.. I tecnici – nell’ambito del piano regionale per il lavoro sicuro – ieri mattina sono stati sostenuti da una vera e propria task force di membri delle forze dell’ordine, allo scopo di effettuare in completa sicurezza i controlli dovuti (presenti anche degli interpreti e mediatori culturali per parlare coi cittadini cinesi). E dai controlli sono emerse violazioni di un certo rilievo, tra cui quelle che hanno portato all’immediata chiusura del ristorante lì presente. Ma non è finita qui: i controlli sono stati svolti con l'obiettivo di verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza e igiene del lavoro.

Dai sopralluoghi sono emerse alcune situazioni di violazioni alla specifica normativa che porteranno a richieste di intervento per sanare le criticità (ma anche a sanzioni economiche). Oltre al ristorante chiuso, in un laboratorio di produzione tomaie in cui era presente una cucina con refettorio, si è reso necessario il sequestro di prodotti di origine animale contenuti in congelatori. A dimostrazione che spesso i luoghi di lavoro in questi contesti coincidono coi luoghi dove si mangia (e a volte dove si dorme). I tecnici Asl hanno impartito delle prescrizioni per risolvere le criticità riscontrate, che saranno oggetto di futuro controllo.

La task force è partita alla volta dell’ex Saffa verso le 10 del mattino e le persone presenti in piazza Montanelli si sono anche allarmate per questo inusuale dispiegamento di forze (carabinieri, polizia, fiamme gialle e vigili urbani). La loro presenza, però, era di supporto ai tecnici del lavoro, perché grazie alle forze dell’ordine è possibile controllare tutto in sicurezza ed essere più convincenti con le persone che vengono controllate (e a che a volte fanno resistenza o scappano, specie se clandestine). Il piano del lavoro sicuro è stato voluto dalla Regione Toscana nel 2015 in seguito ai drammatici fatti del 1 dicembre 2013, quando sette operai cinesi morirono nell’incendio nella fabbrica dove lavoravano e vivevano, la Teresa Moda di Prato. Le Asl hanno di conseguenza assunto decine di tecnici della sicurezza e dell’igiene sui luoghi di lavoro, per lanciare il guanto della sfida e contrastare in maniera netta e decisa quell'illegalità. Si pensi che dal 1 aprile 2017 al 31 marzo 2019 i tecnici ispettori nel territorio ex Asl 11 hanno effettuato 618 controlli, nei quali il 46,8% delle imprese è risultata subito in regola; inoltre sommando tutte le sanzioni frutto di questo progetto al 31 dicembre dello scorso anno risultano pagate nell’ex Asl 11 qualcosa come 1.764 sanzioni con ordini da migliaia di euro ciascuna. 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera